VITERBO – ''Mi faranno un'anestesia epidurale''. E' il testo dell'sms inviato a un'amica da Silvia Cannelli, la giovane di 23 anni, residente a Grosseto (Terni), morta nella clinica Siligato di Civitavecchia dopo che le era stata somministrata l'anestesia totale perche' avrebbe dovuto essere sottoposta a un intervento di routine. Secondo il legale della famiglia della ragazza, l'avvocato Roberto Abbruzzese, l'sms ''dimostra che ai genitori e a Silvia era stato comunicato che sarebbe stata utilizzata l'anestesia epidurale e non totale''. E aggiunge: ''La ragazza e i genitori sapevano del cambiamento dell'anestetico? E avevano dato il loro consenso?''. Il legale precisa inoltre che la circostanza non e' stata chiarita nemmeno dal controllo effettuato sul foglio di consenso al trattamento firmato da Silvia prima di entrare in sala operatoria. ''E' un semplice prestampato – precisa – sul quale non e' specificato il tipo di anestesia che sarebbe stata praticata''. L'amica cui la giovane aveva scritto l'sms e' stata sentita dal pm Alessandro Gentile, titolare dell'inchiesta, che ha acquisito agli atti il testo del messaggio, inviato il giorno prima di morire sull'ambulanza che la trasportava nel reparto di rianimazione dell'ospedale cittadino, del quale la clinica non e' dotata. L'avvocato Abbruzzese, inoltre, ha chiesto alla Procura ''come mai la sala operatoria della Siligato non sia stata posta sotto sequestro''. Secondo il legale, infatti, ''sarebbe stato necessario chiuderla per verificare se i tubi usati per ossigenare Silvia fossero in buono stato e se i medicinali erano scaduti''. .