Roma – "I legali della Rai, Roberto Pessi e Maurizio Santori, evidenziano che l'ordinanza emessa in data odierna dalla Corte d'Appello di Roma, Sezione Lavoro, pur avendo escluso l'esistenza di un danno grave ed irreparabile per la Rai (presupposto indispensabile ai fini dell'emanazione del richiesto provvedimento di sospensione della sentenza di secondo grado fino al giudizio di Cassazione, la cui udienza è fissata per l'8 giugno p.v.), ha confermato il potere di rappresentanza in giudizio del direttore generale Mauro Masi e ha, soprattutto, affermato il legittimo esercizio del potere di vigilanza e controllo da parte della Rai sul palinsesto dell'emittente pubblica, statuendo che, in ordine alle concrete modalità di esecuzione della prestazione lavorativa da parte del giornalista, 'hanno unicamente rilievo i poteri tipici e propri del datore di lavoro (estrinsecantisi nell'emanazione di indicazioni specifiche, oltre che nell'esercizio di un'assidua attività di vigilanza e controllo nell'esecuzione delle prestazioni lavorative)' i quali 'spettano in via esclusiva alla parte datoriale (Â…) e non possono, in alcun modo, essere demandati ai provvedimenti dell'autorità giudiziaria'". E' quanto afferma, in una nota, la Rai in merito alla decisione odierna della Corte d'Appello di Roma di giudicare inammissibile, bocciandolo, il ricorso dell'azienda contro Michele Santoro.
