ROMA – Chi organizza un ‘rave party’ senza l’autorizzazione del Questore o in violazione di sue disposizioni rischia il carcere fino a due anni. E’ questa la proposta di legge appena presentata da vari deputati del Pdl, tra cui Riccardo Mazzoni.
Il provvedimento, depositato anche per rispondere all’appello lanciato da alcuni amministratori locali, come il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, per evitare che si ripetano episodi come quello avvenuto pochi giorni fa in provincia di Grosseto di quattro giovanissimi che, di ritorno da un rave party in Maremma, hanno massacrato a calci e pugni due carabinieri, prevede, tra l’altro, un’ammenda per i partecipanti che potra’ arrivare fino a 100mila euro.
Con la proposta di legge presentata dal Pdl il 3 maggio scorso, si prevede di introdurre nel Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza un nuovo articolo: il 18-bis. Obiettivo: vietare le manifestazioni musicali in luoghi pubblici e all’aperto, cioe’ i ‘rave party’, che non abbiano una preventiva autorizzazione da parte dell’autorita’ competente a livello locale per la garanzia dell’ordine pubblico. La stessa norma stabilisce che per questo tipo di ‘feste’ sia obbligatoria una preventiva autorizzazione del Questore che dovra’ essere richiesta dal responsabile dell’organizzazione. Quest’ultimo sara’ tenuto a fornire informazioni sull’evento (dove si svolgera’, quanti saranno all’incirca i partecipanti, quanto durera’..) le misure e i mezzi che si intendono adottare perche l’evento si svolga in sicurezza.
E il Questore avra’ la facolta’ di individuare, di comune accordo con il promotore, i mezzi piu’ opportuni per garantire l’ordine pubblico. Qualora quelli previsti dagli organizzatori si riveleranno insufficienti, sempre il Questore potra’ proporre lo svolgimento della manifestazione in altro luogo o potra’ vietarla direttamente. ”Il fenomeno dei rave party, storicamente nato come libera espressione di nuovi generi musicali e che avrebbe potuto costituire un indubbio strumento di aggregazione, ha via via subito una degenerazione tale da suscitare allarme sociale e rischi per l’ordine pubblico. Sempre piu’ spesso – spiegano i firmatari – i rave party altro non sono che manifestazioni illegali che, per le loro caratteristiche, possono mettere in pericolo la sicurezza di chi vi partecipa e di quanti vivono nel territorio ove questi ultimi si svolgono”.
”Il nome inglese con cui vengono chiamate queste manifestazioni – aggiunge Mazzoni – significa letteralmente ‘delirio’ e rappresenta il desiderio di evadere rispetto a regole e convenzioni sociali, nella ricerca ossessiva di una liberta’ totale che si esprime attraverso la musica techno, il ballo sfrenato e il consumo di droghe pesanti e leggere che provocano fenomeni quali la perdita di memoria, cognizione del tempo e dello spazio, disturbi cardio-vascolari e delle funzioni motorie fino a sintomatologie che possono condurre alla morte, come piu’ volte purtroppo accaduto”.
”Recenti drammatici avvenimenti di cronaca – prosegue il deputato – hanno evidenziato come in tali eventi siano sempre piu’ diffusi atti illegali, quali danneggiamenti, violenze, uso di sostanze stupefacenti, condotte violente nei confronti delle forze dell’ordine”. Pertanto, se questo progetto di legge verra’ approvato, conferma Mazzoni, per i promotori ‘trasgressori’ scattera’ l’arresto fino a due anni piu’ il pagamento di un’ammenda fino a 200.000 euro. E verranno puniti anche i partecipanti: per loro l’ammenda potra’ oscillare tra i 50.000 e i 100.000 euro. Tutto il materiale, infine, verra’ sequestrato per sei mesi.
