ROMA – ''Serve una mobilitazione della politica e della societa' civile per impedire il decreto-imbroglio che sta preparando il governo con l'obiettivo di far saltare il referendum sull'acqua''. Lo dice in un'intervista a Repubblica il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che ha messo la sua firma per la richiesta del referendum contro la privatizzazione del servizio idrico. Per la sindacalista l'acqua e' ancora un ''bene primario'' e per questo, come la scuola e la sanita', non se ne puo' parlare se non in termini ''pubblici'' e di ''benessere della collettivita'''. Se e' vero che l'Europa ha fissato le regole del gioco, per la Camusso ci sono ''battaglie che si possono fare anche per determinare un cambiamento in Europa''. A chi sostiene che la logica di mercato aumenterebbe l'efficienza del servizio il leader della Cgil risponde che ''ci sono gestioni private che hanno migliorato l'efficienza e altre che fanno inorridire'' e ribadisce che ''quello dell'acqua non solo e' un settore pubblico per definizione, ma richiede pure un significativo sforzo dal punto di vista degli investimenti. E io devo ancora vederli i privati che entrano in un business e pensano prima agli investimenti e dopo al loro profitto''. ''Miope'' l'operazione degli industriali, ''contraddittoria rispetto agli interessi stessi delle imprese ma anche la logica conseguenza di chi ha cancellato dal proprio vocabolario la parola 'pubblico'''.