ROMA – Accorpare le consultazioni referendarie con le elezioni amministrative: a pochi giorni dalla prima tornata elettorale, il Comitato promotore per il si' ai referendum per l'acqua pubblica non si arrende nel perseguire l'obiettivo dell'election-day, fino a sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. Domani, in camera di consiglio, i giudici della Consulta decideranno sulla preliminare ammissibilita' del ricorso, mentre la decisione di merito avverra' solo successivamente, sempre che la Corte conceda tempi abbreviati e sospensione degli atti impugnati. Paolo Carsetti, legale e presidente del Comitato, ritiene che il governo, nel fissare al 12 e 13 giugno prossimo i quattro referendum (due per l'abolizione delle norme sulla privatizzazione dell'acqua, uno sul legittimo impedimento e il quarto sul nucleare) anziche' lo stesso giorno delle amministrative (15 e 16 maggio), abbia ''esercitato in modo irragionevole'' il potere conferitogli dalla legge del 1970 sui referendum. Il mancato accorpamento – secondo il Comitato – rivelerebbe un tentativo di elusione della richiesta referendaria, in palese contrasto con il principio di imparzialita' nell'esercizio dei pubblici poteri e con il 'favor' che, in base all'art.75 della Costituzione, garantisce l'istituto referendario. Oltre alla sospensione cautelare del decreto di fissazione della data del referendum, nel ricorso si chiede alla Corte Costituzionale di sollevare davanti a se stessa questione di legittimita' dell'art. 34 della legge 352 del 1970 nella parte in cui non prevede che il Comitato promotore partecipi con il Governo alla determinazione della data del referendum. Nel caso in cui i tempi siano troppo stretti e non sia possibile anticipare le consultazioni referendarie al 15-16 maggio oppure al secondo turno delle amministrative previste per il 29 maggio, allora il Comitato promotore chiede alla Consulta di posticipare le amministrative al 12-13 giugno. Relatore della causa sara' il giudice costituzionale Sabino Cassese. Se l'ammissibilita' preliminare al conflitto non dovrebbe trovare intoppi (il Comitato promotore e' stato gia' riconosciuto in passato dalla Corte come potere dello Stato), piu' difficile sara' la verifica del ricorso nel merito.