Responsabili: fibrillazioni post-voto, gruppo verso la scissione

ROMA 18 MAG Con la ripresa – ROMA, 18 MAG – Con la ripresa dei lavori parlamentari, tutti i 'nodi' della maggioranza arrivano al pettine. Cosi', mentre Pdl e Lega cercano faticosamente di ritrovare una composizione, costretti a stare insieme anche dalla legge elettorale, tra i 'Responsabili' si minaccia la scissione, si diserta l'Aula della Camera e si attacca il Capo dello Stato. All'inizio della giornata, in 12 non si presentano al voto. Risultato: la maggioranza viene battuta per dieci voti di scarto su alcune mozioni presentate sul tema carceri. Il capogruppo Luciano Sardelli minimizza: si e' trattato di una casualita', assicura, non c'e' alcuna ''volonta' politica''. ''Io ero alla mia prima riunione con Tremonti'', dice il neo-sottosegretario Bruno Cesario. ''Io non riuscivo a trovare il parcheggio'', si giustifica Arturo Iannaccone. ''In due poi erano malati'', dichiara ancora Sardelli. Poi, da parte di Elio Belcastro, arriva l'annuncio: lui, insieme a Iannaccone e ad 'altri' sono pronti a fare il salto per dar vita alla 'Lega del Sud'. Creando gruppi distinti alla Camera e al Senato. Il progetto e' quello di dar vita ad un movimento, anche con Gianfranco Micciche' e Adriana Poli Bortone, che dia ''finalmente risposte al Mezzogiorno'', visto che i partiti ''tradizionali non ci riescono''. La fase di emergenza che si era aperta il 14 dicembre, sottolinea il parlamentare calabrese, ''per noi e' finita''. Adesso ''deve cominciare una fase nuova''. Anche perche' ''per creare il gruppo di 'IR' abbiamo rovinato la nostra immagine''. Per ora, raccontano Belcastro e Iannaccone, ''siamo in 15/16, ma contiamo di arrivare a 20 in tempi brevissimi per diventare cosi' 'la quarta gamba' del governo'''. ''All'iniziativa – assicura Belcastro – aderiranno anche parlamentari di altre forze politiche, a cominciare dal Pd''. In pochi nei 'Responsabili' commentano la notizia. Chi lo fa chiede l'anonimato e si mostra scettico: ''E' solo un modo per alzare il prezzo perche' spazi per nuovi rimpasti non ce ne sono''. Belcastro e Iannaccone, infatti, aggiunge, sono tra quelli ''che non sono riusciti ad andare al governo''. Cosi' come Maria Grazia Siliquini e Francesco Pionati, anche loro assenti oggi in Aula. A far uscire allo scoperto i 'malpancisti' avrebbe contribuito la dichiarazione di Sardelli secondo la quale non sarebbe questo il ''momento politico per parlare di rimpasto''. ''Fa presto a parlare lui – e' la replica – che e' capogruppo con ottime prospettive in vista..''. Tra i 'Responsabili', intanto, scoppia la polemica sulla 'quasi new entry' di Roberto Marmo, eletto con il Pdl, ma convinto da Mario Pepe ad aderire a 'Ir'. La 'conversione' (avvenuta forse proprio per tentare di arginare le fuoriuscite) fa andare su tutte le furie Maria Teresa Armosino. Tra lei e Marmo, si racconta nel Pdl, c'e' ''vecchia ruggine''. Nel 2008, infatti, la Armosino avrebbe convinto Marmo a lasciare la presidenza della provincia di Asti per farsi candidare alla Camera. La cosa avviene, ma il 'piazzamento' in lista e' pessimo. Risultato: la Armosino diventa presidente della provincia al suo posto, mentre lui ci mette tre anni a varcare il portone di Montecitorio. La parlamentare, alla fine, dopo aver 'sgridato' Pepe (''sei il solito mollusco!''), recupera il 'fuggitivo': e in serata, dopo un passaggio a via dell'Umilta', aderisce al gruppo del Pdl. Infine non contribuira' a rasserenare il clima tra Palazzo Chigi e Colle la critica di Sardelli al Capo dello Stato. Napolitano di fatto, osserva il capogruppo di 'Ir', ''non avrebbe dovuto chiedere la verifica della nuova maggioranza in Parlamento'' all'indomani della nomina dei nove sottosegretari. ''Ha posto un problema su legittimita' e forza del governo in campagna elettorale – osserva – lo avrebbe potuto porre una settimana dopo, no?''. ''Speriamo che almeno nella seconda fase dei ballottaggi – conclude – eviti le esternazioni''.

Published by
admin