ROMA – Spazio, fisica delle particelle, nanotecnologie, mare: sono le carte sulle quali la ricerca italiana ha deciso di puntare stanziando 1.772 milioni in tre anni a 14 ''progetti bandiera''. E' quanto prevede il Programma Nazionale di Ricerca 2011-2013, che sara' presentato domani dal ministro per l'Istruzione, l'universita' e la ricerca, Mariastella Gelmini. Proposto dal ministro e approvato il 23 marzo scorso dal Cipe, il programma che, rileva il ministero, si propone come un cambiamento e che intende allineare l'Italia ''alla vision strategica di Europa 2020, indicando e descrivendo le azioni innovative volte a sostenere e accompagnare la transizione del sistema Paese verso l'economia della conoscenza''. Il miglioramento, si legge nel documento, dovra' essere anche quantitativo e puntare a superare l'attuale investimento in ricerca pari allo 0,56% del Pil. I progetti bandiera, si rileva nel documento, si propongono come il simbolo ''del nuovo approccio allo sviluppo della ricerca e della attrattivita' del sistema Paese''. Dei 1.772 milioni stanziati per i progetti bandiera, 600 sono assegnati all'Agenzia Spaziale Italiana per la seconda generazione della costellazione di satelliti Cosmo SkyMed, 450 al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) per il progetto Ritmare (Ricerca italiana per il mare) e 250 all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) per la costruzione dell'acceleratore di particelle Super B, destinato a diventare una sorta di braccio destro del grande acceleratore del Cern di Ginevra, il Large Hadron Collider (Lhc). Al progetto Astri, gestito dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Infn) per la realizzazione di una nuova generazione di telescopi, sono assegnati 8 milioni. Altri progetti, coordinati insieme da piu' enti e universita', riguardano nanotecnologie, tecniche per la conservazione dei beni culturali e fusione nucleare. .
