FIRENZE – L'allarme sul fatto che il mercato delle energie rinnovabili possa essere appetibile per la criminalita' organizzata lo ha lanciato proprio stamani il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone. Adesso una ricerca servira' a capire come la criminalita' organizzata si puo' infiltrare nel business delle energie rinnovabili: e' quella partita nel settembre scorso (andra' avanti fino al 2012) nell'ambito del progetto 'Score: Stop crimes on renewables and environment' finanziato dalla Commissione Ue e portato avanti da Banca Etica e dalla Fondazione culturale responsabilita' etica. Un primo punto sulla ricerca verra' fatto domani nell'ambito di Terra Futura, la mostra-convegno sulle buone pratiche di sostenibilita' in corso alla Fortezza da Basso di Firenze. ''Al momento – anticipa oggi Mauro Meggiolaro di Fondazione culturale responsabilita' etica – abbiamo preso in esame due casi. In primo luogo l'operazione Eolo, in Sicilia, con cui le forze dell'ordine hanno scoperto l'infiltrazione della criminalita' in impianti eolici in provincia di Trapani. In questo caso abbiamo rilevato una scarsa trasparenza nelle procedure della pubblica amministrazione e anche la scarsa capacita' di 'due diligence' da parte delle banche nei confronti di imprese opache''. ''Il secondo focus – ha proseguito – ha riguardato il business del solare in Puglia. In questo caso non ci sono state infiltrazioni, ma si e' innescata una corsa speculativa a causa di leggi che, sicuramente a fin di bene, semplificavano le procedure; con il risultato – ha evidenziato -che ora i cittadini sono contrari agli impianti solari perche' sono stati invasi''.
