Rissa Gabriele Moratti – Eddie Irvine. Avvocati: E' l'ex pilota a temporeggiare

MILANO – I difensori di Gabriele Moratti, figlio del sindaco di Milano, Letizia, rispondono alle lamentele del'ex pilota di Formula 1 Eddie Irvine il quale, con un comunicato, ha spiegato di ritenere ''un oltraggio alla corte il lungo rinvio chiesto a febbraio dalla difesa di Moratti per arrivare a conciliare, cosa che poi non e' avvenuta'', nel processo per una rissa accaduta nel dicembre del 2008 nel prive' della discoteca Hollywood di Milano. Gli avvocati Vincenzo Saponara e Daniele Speranzini spiegano che il primo rinvio del processo, il 2 febbraio scorso, e' stato chiesto ''concordemente da entrambe le parti (e dunque anche dall'Irvine che pertanto davvero non si comprende perche' se ne dolga oggi), peraltro aderendo al tentativo di conciliazione doverosamente operato dal giudice''. Il lungo rinvio disposto lo scorso 9 maggio e' stato invece ''determinato dall'unilaterale richiesta dell'Irvine che il difensore ha affermato trovarsi alle Bahamas e al quale i sottoscritti, pur potendo, non si sono opposti per ragioni di mera cortesia''. Gabriele Moratti, invece, ''era assolutamente disponibile a comparire, come e' stato fatto presente giorni prima dell'udienza sia al giudice che al difensore dell'Irvine. Non e', dunque, attribuibile a Gabriele Moratti la condotta dilatoria che la notizia, cosi' come diffusa, sembra volergli attribuire''. Moratti ha, invece, ''interesse alla sollecita celebrazione del processo per dimostrare di essere stato egli stesso vittima di una ingiustificata aggressione da parte dell'Irvine e per sfatare la fantasia su inesistenti rivalita' amorose ed amenita' del genere, diffuse ad arte da chi ha come unico interesse quello di travisare i fatti e le proprie esclusive responsabilita'''. A dimostrazione della sua volonta' di comparire in aula i difensori di Moratti sottolineano come questo abbia ''rifiutato categoricamente di corrispondere all'Irvine la somma richiesta per la definizione bonaria del procedimento, considerandosi vittima e non ritenendo, pertanto, giustificata alcuna pretesa risarcitoria''. .

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