Roma/ Depressione post-parto, licenziata e ora reintegrata. La seminfermità giustifica la sottrazione di soldi dei cittadini

Depressa dopo aver partorito, tornata a lavoro e licenziata dalle Poste italiane. Una donna romana ha ottenuto dopo sei anni di aule giudiziarie il diritto ad essere reintegrata al suo posto. Lo ha deciso la Sezione lavoro della Corte d’Appello. Il tribunale di primo grado aveva invece dato torto alla donna che era stata allontanata dal suo impiego perché aveva sottratto dall’ufficio i soldi con cui i cittadini pagavano le bollette.

A nulla era valsa la situazione medica delicata della donna. I giudici avevano motivato la decisione spiegando che l’appropriazione indebita era frutto di una “scelta consapevole”. In parallelo si era svolto il processo penale, che si era concluso con una condanna al minimo della pena, proprio grazie alla perizia che aveva stabilito la seminfermità di mente della donna al momento dei fatti. Quella stessa perizia che, presa in considerazione in appello, ha spinto la Corte a riformulare la sentenza di primo grado.

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