di Archangel
Premetto che amo gli animali al punto di pensare che siano molto meglio degli esseri umani e quindi il mio giudizio puo’ essere viziato. Ma avete mai visto nelle strade di Roma alle 2 del pomeriggio d’estate i cavalli che a stento trainano le botticelle colme di turtisti sotto il solleone? Fanno una pena immensa, si vede chiaramente che vorrebbero essere altrove invece che tra le briglie rette da figuri che non mi hanno mai dato l’impressione di gente compassionevole ne’ per il loro prossimo e men che meno per i ”loro” animali. Ora e’ stata presentata un’interrogazione al ministro della Sanità per chiedere al Governo cosa intenda fare sulla situazione di quelle sgangherate carrozze trainate da cavalli nella Capitale e se intende intervenire nei confronti del Campidoglio per il continuo mancato rispetto del regolamento comunale sulle botticelle. Le norme sono chiare: d’estate le botticelle nelle ore piu’ calde (dalle 13 alle 17) non potrebbero circolare per ovvi motivi riguardo ai cavalli. Ma, naturalmente, le norme sono in gran parte ignorate sia dai vetturini che dai vigili, i quali sembrano invece prendere molto sul serio il riposo dalle 13 alle 17. Ora, io non ho nulla contro le carrozze a cavallo quando le norme sono rispettate. Come per esempio a New York, dove nelle ore vietate le carrozze sono ordinatamente parcheggiate a Central Park South, pochi metri da quello che una volta era il leggendario Plaza Hotel (e’ stato trasformato in un condominio di extra-lusso per super-ricchi), e i turisti devono attendere che arrivi l’ora giusta per farsi il loro giretto a Manhattan. A Roma il trattamento che subiscono i cavalli delle botticelle e’ disumano e a meno di riuscire ad imporre le norme che gia’ esistono per evitare che vengano sfiancati a morte tanto vale farne a meno (anche per i prezzi da capogiro che i vetturini impongono ai turisti). Si dira’: ma le botticelle sono un simbolo di Roma come il Colosseo e sarebbe un peccato farle sparire. Giusto, ma il Colosseo e’ fatto di pietra, i cavalli di carne ed ossa. Il caso delle botticelle presenta un altro aspetto indegno: a quanto pare, quando le povere bestie non ce la fanno piu’ i loro proprietari – che in questi giorni si difendono affermando che trattano i cavalli come figli – finiscono al macello e la loro carne negli scaffali-frigoriferi dei supermercati. Il mercato e’ florido, non solo perche’ alcuni apprezzano il gusto di quella carne ma anche per via del minor costo rispetto a manzo, vitello o quant’altro. Sulla questione è intervenuta anche la Lega Anti Vivisezione: «Chiediamo all’assessore alla Mobilità , Sergio Marchi, ed all’assessore all’Ambiente, Fabio De Lillo, di indire una commissione d’inchiesta per verificare quale sorte abbiano avuto le centinaia di cavalli, negli ultimi dieci anni, a fine carriera – dice Bruno Ceravolo, responsabile della Lav di Roma – perche’ sarebbe crudele e umiliante se, dopo una vita di sfruttamento, queste splendide creature fossero finite sulle tavole, in barba a qualsiasi rispetto delle normative e della dignità dell’animale». I vetturini delle botticelle, simbolo o non simbolo di Roma, devono attenersi ale norme che li riguardano o – qualora queste risultassero inapplicabili – si cerchino un altro lavoro. Suggerisco loro di fare come i cinesi di un tempo, o gli indiani ancora oggi, che trainano essi stessi i loro riscio’.
