ROMA – Una perizia medico legale per accertare le cause che portarono alla morte di Maricica Hahaianu, l'infermiera romena colpita con un pugno da Alessio Burtone l'8 ottobre scorso al termine di una lite scoppiata alla stazione della metro Anagnina, a Roma. Un provvedimento disposto dalla I corte d'Appello del Tribunale di Roma nel corso della prima udienza del processo che vede Burtone accusato di omicidio preterintenzionale. Obiettivo della corte e' di sciogliere uno dei nodi cruciali della vicenda: capire se il decesso della donna (avvenuto dopo sette giorni di coma) sia giunto a causa del pugno sferrato dal giovane romano, come sostiene la consulenza disposta dal pm, o dalle cure sbagliate ricevute in ospedale, come invece affermano i consulenti nominati dai difensori di Burtone, gli avvocati Gian Antonio Minghelli e Fabrizio Gallo. La perizia verrà affidata nel corso della prossima udienza fissata per il 21 giugno durante la quale verranno ascoltati i primi testi. Nel corso dell'udienza è stata respinta la richiesta presentata dagli avvocati di Burtone di rito abbreviato (che avrebbe comportato, in caso di condanna dell'imputato, lo sconto di pena pari a un terzo) condizionato all'audizione di alcuni testi, alla visione di un intero filmato comprensivo anche delle fasi che hanno preceduto l'aggressione e, appunto, all'accertamento medico-legale. Nel processo, oltre ai familiari di Maricica (oggi in aula erano presenti il marito e il fratello) e' parte civile il Comune di Roma. Nel corso dell'udienza l'avvocato del Campidoglio, Nicola Sabato, motivando la richiesta di costituirsi parte civile ha spiegato che la morte della donna ha causato al Campidoglio "un grave danno di immagine. Certi eventi – ha proseguito – feriscono la comunità, viene suscitato un turbamento morale". Una richiesta che la difesa di Burtone ha duramente contestato. L'avvocato Gallo, pur rimettendosi alla valutazione della corte, ha stigmatizzato come l'amministrazione comunale in passato non ha chiesto di costituirsi parte civile in gravi eventi delittuosi che avevano come imputati cittadini romeni o nel processo per pedofilia a carico di Don Ruggero. Nell'accogliere la richiesta del Campidoglio il presidente della corte, Anna Argento, ha invitato i legali a non trasformare il processo in una contrapposizione tra italiani e romeni. Tra i documenti consegnati dalla procura alla Corte c'e' anche la foto, pubblicata su alcuni giornali, di Burtone che al momento dell'arresto, col volto coperto da un cappuccio, sembra abbandonarsi a un sorriso. La corte d'assise ha anche acquisito il filmato delle telecamere a circuito chiuso che riprendono le fasi del diverbio e il pugno riservandosi sull'opportunita' di trasmetterlo in aula.
