ROMA 4 MAG Degrado nei q – ROMA, 4 MAG – Degrado nei quartieri della capitale: dall'immondizia per strada agli autobus sovraffollati e in ritardo, dalle buche 'incubo' per auto e moto alle strisce pedonali 'invisibili'. Il Codacons lancia il suo Sos e mobilita i romani per fare una class action contro il Comune di Roma. ''L'amministrazione comunale, nel 2005 e 2008, ha indicato quali sono le zone degradate della capitale – ha spiegato Marco Ramadori, uno dei presidenti del Codacons – e per queste aree ha ottenuto 50 milioni di euro per riqualificarle. Cosi' non e' stato visto il degrado davanti cui ci troviamo''. E sono diverse le aree, non solo in periferia, considerate 'degradate' dalla delibera comunale del 2008: da Montesacro a Bufalotta, da Casal Bertone a San Basilio, da Centocelle a Torre Maura, da Ostiense a Corviale, da Trionfale a Boccea. L'obiettivo della class action e' quello di risarcire i cittadini per i disservizi: mille euro di danni per ogni residente che sottoscrive l'appello entro il 30 giugno. E' quanto promette il Codacons che questa mattina ha puntato i riflettori sulla pulizia delle strade della capitale. Vie sporche, in alcuni casi sporchissime, e netturbini spesso assenti per giorni. Sono in sintesi i risultati del monitoraggio di dieci strade fatto per verificare la frequenza di passaggio da parte dell'Ama. Ogni giorno, e per piu' di una settimana, sono stati depositati in precisi punti dei rifiuti (bottiglie di plastica, lattine, cartacce) per poi vedere se venivano rimossi: maglietta nera per via Carnaro, in zona Conca d'Oro, via Gaspara Stampa, quartiere Talenti e via Borgo Ticino, in zona Casalotti, dove la frequenza di pulizia e' stata di una volta in dieci giorni. Il 90% delle strade monitorate ha registrato risultati insufficienti: solo via Appia ha superato l'esame del Codacons con livelli di pulizia accettabili. La battaglia dell'associazione dei consumatori, che ha gia' presentato una denuncia in Procura di Roma contro l'Ama ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio, non si ferma qui. Anzi, utilizza le nuove tecnologie per cercare di mettere in scacco eventuali irregolarita' nella capitale. L'idea e' quella di inserire dei 'chip' con rilevatori Gps all'interno di buste dell'immondizia per poi 'seguire' i rifiuti e verificare se realmente rispettano il percorso della raccolta differenziata; una volta attivato, il chip inviera' sms per segnalare la sua posizione che potra' essere rintracciata attraverso programmi di mappatura come Google Earth. ''La differenziata dovrebbe andare nell'impianto di Rocca Cencia – ha detto Carlo Rienzi uno dei presidenti del Codacons -, ma se cosi' non fosse renderemo noto dove va a finire, valutando eventuali responsabilita' anche penali''.