Roma. Uccise la compagna per gelosia: condanna ridotta a 14 anni in appello

ROMA – La prima Corte d'assise d'appello di Roma, rivedendo la sentenza di primo grado, ha condannato a 14 anni di reclusione, Nicola Campanella, 59 anni, originario di Bari, reo confesso dell'omicidio della compagna nigeriana, Vincent Gift Esohe, di 24 anni, uccisa il 12 agosto del 2009. In primo grado Campanella era stato condannato a 14 anni e 8 mesi dal giudice per le udienze preliminari, Renato Laviola, dinanzi al quale si era svolto il processo con rito abbreviato. I giudici della Corte d'assise d'appello hanno escluso l'aggravante dei futili motivi. Fu lo stesso Campanella, portiere di notte di un albergo vicino alla stazione Termini di Roma – due matrimoni alle spalle, tre figli – a confessare al pm di avere ucciso la compagna. Lui era separato da qualche anno dalla sua seconda moglie, e da pochi mesi frequentava Vincent, parrucchiera a domicilio e in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno. Non convivevano, ma tre o quattro volte la settimana l'uomo la portava nella sua abitazione romana, dove viveva da solo, e dopo qualche ora la riaccompagnava a casa. Tra i due pero' c'erano frequenti litigi per motivi di gelosia. Il giorno dell'omicidio Campanella colpi' alla testa e la strangolo'. La ragazza fu trovata nascosta sotto il letto. Nel corso degli interrogatori Campanella racconto' di aver ucciso la ragazza non per motivi passionali ma durante una colluttazione in cui lui stesso era stato aggredito per primo. .

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