ROMA – La morte di Virgilio Nazzarri, deceduto lo scorso 23 settembre all'ospedale San Pietro – Fatebenefratelli, a Roma, dopo sei interventi e 36 giorni di agonia, fu causata dalla condotta ''imperita'' dei medici. E' la conclusione dei quattro consulenti nominati dal Pm Attilio Pisani, che oggi hanno depositato l'accertamento medico legale sulle cause della morte dell'uomo. Nazzarri mori' a seguito di un processo necrotico irreversibile, causato dalla chiusura di un'arteria sbagliata. ''Si rilevano – si legge nella relazione di cui l'ANSA ha preso visione – elementi di censura nella condotta dell'equipe chirurgica che ha sottoposto Nazzarri a intervento di nefrectomia laparoscopica la quale, per imperizia, ha prodotto la sezione del tronco comune celiaco-mesenterico, e che successivamente non ha correttamente diagnosticato e trattato la complicanza occorsa''. ''La condotta dei sanitari che ebbero in cura il Nazzarri – scrivono ancora i consulenti – e' in rapporto di causalita' con l'evento morte''. ''Mi hanno rovinato la vita, ora voglio solo giustizia'', e' lo sfogo di Graziella Nazzarri, moglie della vittima. ''La relazione dei consulenti della Procura conferma – commentano gli avvocati della famiglia di Nazzari, Francesco Lauri e Giovanna Zavota – quanto gia' ci era stato anticipato dai nostri specialisti intervenuti in sede autoptica. Si e' trattato di un errore inescusabile che invoca l'applicazione di una pena severa, da comminarsi nel piu' breve tempo possibile''. .
