FIRENZE – In Toscana potrebbero arrivare circa 3.500 dei 50 mila profughi che potrebbero approdare sulle coste italiane dalla Libia. Ma il modello di accoglienza toscano, sperimentato con i migranti tunisini, ''ha funzionato'' ed pronto, se richiesto, ad affrontare l'eventuale nuova ''emergenza''. Lo ha detto il presidente della Toscana Enrico Rossi confermando che questa e' ''la quota concordata con il ministero degli Interni'', ma anche che questi eventuali profughi ''godranno di uno status particolare e riconosciuto da precise norme internazionali''. Rossi, che insieme all'assessore al sociale Salvatore Allocca ha incontrato gli amministratori dei Comuni e delle Province che hanno rappresentato, con il volontariato, la struttura portante del sistema ricettivo dei tunisini accolti, si e' detto convinto che ''l'esperienza in corso consiglia una distribuzione ancora piu' diffusa sul territorio nel rispetto delle diverse caratteristiche locali, dalle dimensioni comunali alla collocazione territoriale''. E questo perche' sara' diversa anche la tipologia degli arrivi: ''sono previsti interi nuclei familiari, una suddivisione per fasce d'eta' piu' ampia, piu' bambini, piu' anziani, piu' donne. Ma sono convinto che sapremo rispondere con efficacia anche a questa nuova prova'', ha aggiunto Rossi ringraziando i presenti e tutti i cittadini toscani, ''che non sono venuti meno, anche in questa occasione, al tradizionale senso di ospitalita'''. Per il futuro occorrera' rafforzare la progettualita' per corsi di lingua e di formazione da offrire soprattutto a chi intende restare, o anche valutare l'inserimento in progetti di lavori socialmente utili. Per questo il governatore ha chiesto all'assessore al lavoro e alla formazione Gianfranco Simoncini di progettare fin d'ora ''percorsi di integrazione'', facilitati dalla distribuzione diffusa che abbiamo messo in campo''. .