MILANO – ''Sono del tutto d'accordo con le affermazioni del Procuratore della Repubblica di Milano dott. Bruti Liberati, al quale rinnovo la mia stima. I processi debbono farsi certamente nelle aule dei tribunali, ma nel rispetto della par condicio''. Lo afferma in una nota l'avv. Gaetano Pecorella uno dei legali di Emilio Fede. ''Come si spiega – si chiede Pecorella – che per settimane siano apparsi sui giornali atti che certamente le difese non avevano interesse a diffondere attraverso la stampa? La difesa di Emilio Fede non ha mai preso una posizione pubblica sinche' cio' non e' diventato inevitabile a seguito della permanente denigrazione a cui e' stato sottoposto da una parte della stampa, e dopo che la sua dichiarazione di innocenza ha trovato riscontro in una 'svista' in cui sono incorsi gli inquirenti''. ''E cioe' attribuire a lui – conclude Pecorella – un contatto con la signorina Ruby, nello stesso giorno in cui ando' per la prima volta a Villa San Martino, quando viceversa l'utenza telefonica chiamata dalla stessa Ruby e' indubitabilmente intestata ad altra persona''.
