MILANO 19 APR Il progetto di – MILANO, 19 APR – Il progetto di un ascensore contro la mercificazione della donna, considerata spesso come un oggetto nella nostra societa', realizzato da due studentesse dell'Accademia di Belle Arti di Brera nell'ambito di un concorso per i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unita' d'Italia, ha suscitato gli strali del critico d'arte Vittorio Sgarbi. Debora Tolotta e Samanta Berti hanno sviluppato per la ditta di ascensori Igv il tema della donna contemporanea. L'opera consiste nel progetto di un ascensore in cui, a lato dello specchio in cui si riflette l'immagine dell'utilizzatore, sono affisse, da un lato, foto di show girl e, dall'altro, volti di politiche, giornaliste e cantanti. ''Questa scelta – si legge tra l'altro nel commento al rendering del progetto – deriva dal fatto che oggi la donna viene considerata un oggetto, una sorta di 'bambola'…seno, sedere, le donne vengono viste e giudicate solo ed esclusivamente per il loro aspetto fisico. E' ora di dire BASTA!''. Le due studentesse hanno spiegato l'intento della loro creazione: ''Posti uno di fronte all'altro, abbiamo posizionato due pannelli su cui, da un lato, prenderanno posto tutte quelle donne che appaiono esclusivamente per il loro aspetto fisico mentre, dall'altro, ci saranno donne che a nostro modo di vedere trasmettono qualcosa in piu' oltre che la semplice fisicita'. A dividere questi due pannelli ci sara' uno specchio che indurra' chiunque entri all'interno dell'ascensore a riflettere ed a porsi delle domande: quale ruolo assume oggi giorno la donna? In quale tipo di donna mi identifico? Quale importanza ha per me l'aspetto fisico?''. Sgarbi, che dice ''no all'ascensore anti Bunga-Bunga'', critica l'iniziativa senza mezzi termini: ''La questione femminile e' del tutto inconsistente. Bellezza e intelligenza non sono in contrasto, anzi sono strettamente collegate. C'e' una parte del mondo che ritiene di non poter contare sulla bellezza semplicemente perche' non ce l'ha. Molte donne stanno con uomini ricchi seducendoli con la loro bellezza pur di non fare niente ed e' una cosa assolutamente lecita. Il fatto che una donna bella usi la bellezza e', a mio parere, persino una ragione di merito''. Per l'on. Alessandra Mussolini: ''Il Bunga Bunga ormai e' di moda, sta diventando un cult. Berlusconi ha sdoganato il termine ma e' un tema vecchio, ormai lo utilizzano tutti per cercare di imporre una certa morale e dare regole. Per fare carriera non basta certo essere una bella donna: se non hai cervello ma solo aspetto fisico il successo dura lo spazio di un attimo''..