MOSCA – Comincia a scaldarsi con grande anticipo la campagna elettorale in vista delle legislative di fine anno e delle presidenziali di marzo 2012. Questa volta e' finito sotto attacco il presidente del Consiglio della Federazione (la camera alta del parlamento) Serghiei Mironov: ora il partito putiniano Russia Unita ne reclama le dimissioni per le sue critiche al governo, al parlamento – dominato da Russia Unita – e a Valentina Matvienko, governatrice di San Pietroburgo, da lui definita una delle citta'russe piu' corrotte. ''La posizione del partito verso Mironov e' che dovrebbe dimettersi da senatore'', ha annunciato oggi Boris Grizlov, presidente del consiglio supremo di Russia Unita, contestandogli anche di non aver fatto nulla per San Pietroburgo, la citta' che lo ha eletto senatore anche con i voti di Russia Unita e che il 18 maggio esaminera' la questione delle sue dimissioni. Sulla carta i numeri sono a sfavore di Mironov, perche' Russia Unita puo' contare sui voti dei comunisti e dei liberaldemocratici, superando ampiamente il quorum necessario. Mironov, che recentemente si e' dimesso anche da leader del partito di centro-sinistra Russia Giusta, sembra pronto a farsi da parte ma pretende di sapere i motivi formali della richiesta di dimissioni. Secondo alcuni analisti, potrebbe trattarsi di una mossa del Cremlino per trasformarlo in una figura critica che potrebbe guidare una ''opposizione controllata' per dare maggiore legittimita' alle prossime elezioni presidenziali.
