MOSCA 21 APR Clamoroso rapiment – MOSCA, 21 APR – Clamoroso rapimento a Mosca, come non succedeva da anni: nelle mani di ignoti sequestratori e' finito Ivan Kasperski, 20 anni, figlio di Ievgheni Kasperski, il fondatore dell'omonimo laboratorio tra i primi al mondo nel settore della sicurezza software. Il riscatto richiesto ammonta a tre milioni di dollari, secondo il sito Lifenews. La notizia non e' ancora stata confermata ufficialmente dal ministero dell'interno, ma le agenzie russe hanno gia' fornito alcuni particolari del rapimento, che ha rovinato l'assemblea degli industriali russi alla presenza del premier Vladimir Putin. Ad occuparsene non sono piu' soltanto i servizi segreti (Fsb), ma tutte le forze di polizia. Il giovane, iscritto al quarto anno della facolta' di matematica e cibernetica a Mosca, e' stato sequestrato l'altro ieri in un quartiere industriale a nord della capitale mentre andava in ufficio. Lo stesso giorno i rapitori hanno chiamato al telefono il padre chiedendo il riscatto. Il genitore, tornato immediatamente da Londra, e' uno degli uomini piu' ricchi di Russia: secondo Forbes, occupa il 125/o posto, con una fortuna stimata di 800 milioni di dollari. Un tycoon che si e' fatto da solo, grazie al suo ingegno, a differenza di molti oligarchi russi che hanno approfittato delle selvagge privatizzazioni ieltsiniane degli anni Novanta. Ivan Kasperski, 45 anni, si e' laureato nel 1987 nell'istituto di criptografia, telecomunicazioni e informatica presso la scuola superiore del Kgb. Fino al 1991 ha lavorato in un centro di ricerca presso lo stato maggiore dell'aeronautica sovietica, ma dal 1989 aveva cominciato a studiare i virus informatici creando nei primi anni Novanta una societa' per neutralizzarli. Societa' che nel 1997 viene battezzata Kaspersky Lab diventando in dieci anni un caso imprenditoriale internazionale: ora e' nelle top ten tra le aziende che sviluppano soluzioni per la sicurezza informatica, e la prima in Europa, con il piu' alto tasso di crescita tra i player del settore, nonche' sedi in tutto il mondo, Usa compresi. Insomma, un raro esempio di quella innovazione propugnata dal presidente Dmitri Medvedev, che nel 2009 ha insignito Kasperski del premio di Stato per la scienza e la tecnologia. Era da almeno un paio d'anni che in Russia non si registrava un caso di sequestro cosi' clamoroso. A fine marzo e' sparita la figlia di un top manager del colosso petrolifero privato Lukoil, Viktoria Tesliuk, 16 anni, mentre si stava recando da un maestro privato di matematica, ma finora non e' arrivata alcuna richiesta e non si esclude l'omicidio. Bisogna risalire all'aprile del 2009 per l'ultimo rapimento noto: allora Mikhail Stavski, figlio del vicepresidente del colosso petrolifero Rosneft, fu preso in ostaggio a Mosca mentre usciva dall'universita' del petrolio. Furono richiesti 50 milioni di euro ma il giovane venne liberato dopo alcuni mesi perche' gli agenti si stavano avvicinando al covo dei banditi, poi arrestati: si trattava di una coppia di caucasici. Nell'ottobre 2008, il presidente della societa' di trasporti Sovfrakht, Rais Nurmukhametov, pago' invece 3 milioni di euro per riavere il figlio Rustam, che poi spedi' subito all'estero. Sempre nello stesso anno fu sequestrata Lilia Varzhanetian, figlia di un magnate degli alcolici: i rapitori, che avevano chiesto 10 milioni di euro, furono arrestati e la giovane fu liberata. Quattro anni prima, invece, ando' a finire male per Ievgheni Bandorin, top manager di una controllata Gazprom: i parenti si presentarono alla consegna del riscatto con la polizia, ne segui' una sparatoria e l'ostaggio fu fatto trovare morto piu' tardi.