NAPOLI – Sindacalisti di Cisl e Uil imponevano il pagamento di bustarelle a quanti aspiravano a un posto di lavoro nell'Anm, l'azienda dei trasporti della citta' di Napoli; le assunzioni avvenivano poi attraverso un singolare espediente: l'apparente scambio di dipendenti tra aziende di trasporto pubblico, consentito da una norma poi abrogata. Gli illeciti sono stati scoperti nel corso dell'inchiesta, coordinata dal pm Giancarlo Novelli, che oggi ha portato all'arresto di Sabato Carotenuto, ex direttore del personale dell'azienda, e di Vincenzo Colimoro, dipendente dell'Anm e sindacalista Uil; altri due sindacalisti, Carmine Simeone della Cisl e Roberto Pastena della Uil, hanno l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria; dieci, infine, sono i dipendenti dell'azienda e i sindacalisti indagati a piede libero, per quattro dei quali il gip Paola Russo ha respinto la richiesta di misura cautelare. Il gruppo, scrive il gip, ha agito ''in assoluto dispregio della legge e con manifestazione di sprezzante impunita'''. Oltre al filone dei trasferimenti fittizi, confezionati spesso grazie a documenti falsi, c'e' quello dei falsi incentivi per il pensionamento anticipato: emolumenti fino a 15.000 euro concessi a dipendenti deceduti, di fatto intascati dalle stesse persone che li avevano stanziati. Fondamentali le intercettazioni telefoniche, grazie alle quali gli investigatori hanno ricostruito il clima che si respirava nell'azienda. In una conversazione con un collaboratore, una funzionaria parla del comportamento dei colleghi: ''Tutti, tutti, tutti sapevano tutto. Tutti hanno avuto i favori, tutti hanno avuto tutto di tutto, per quei cambi, per gli incentivi. Dovrebbero vergognarsi per quello che hanno combinato a quell'azienda. Milioni di euro buttati nel cesso, altro che danni''. Nella stessa telefonata il collaboratore replica: ''Che erano illegali, tu gliel'hai ripetuto (a Carotenuto, ndr) varie volte; alla fine ti sei rotta le palle nel 2008 e glieli hai sbattuti in faccia e non hai voluto neanche vederli piu'. Tu hai fatto un casino, ti sei incazzata, ti sei rifiutata in tutti i modi, alla fine hai dovuto cedere tutto''. Dalle intercettazioni sono anche emersi i tentativi degli indagati di danneggiare l'inchiesta, invitando i dipendenti dell'azienda convocati come testi a non raccontare la verita' e distruggendo documenti che avrebbero dimostrato in maniera inequivocabile gli illeciti. Ulteriori elementi di accusa arrivano dalle testimonianze dei lavoratori che, per ottenere i falsi trasferimenti, hanno consegnato ai sindacalisti bustarelle da migliaia di euro, ma anche telefonini, bracciali, videocamere e hanno inoltre offerto cene. Tra le aziende di trasporto i cui dipendenti risultavano, spesso grazie a documenti falsi, trasferiti all'azienda dei trasporti di Napoli ci sono la Sita di Roma, l'Ataf di Firenze, l'Atcm di Modena e la Caronte di Messina. L'Anm, intanto ricorda che, dal luglio 2009, ''ha collaborato con le forze dell'ordine, fornendo tutta la documentazione aziendale''.