Salone di Torino: 1000 persone all'inaugurazione delle Ogr

TORINO 11 MAG Oltre mille persone stasera alla – TORINO, 11 MAG – Oltre mille persone stasera alla serata inaugurale del Salone del Libro di Torino, dedicata al paese ospite, la Russia, con una prolusione della scrittrice Ljudmila Ulitskaja. Una serata che e' uscita dai canoni della vigilia al Lingotto per approdare alle OGR, Officine Grandi Riparazioni, uno degli spazi clou dei festeggiamenti torinesi dei 150 anni dell'Unita' d'Italia con le tre grandi mostre di Esperienza Italia. In prima fila, Piero Fassino, candidato sindaco di Torino per il centrosinistra mentre era assente il suo antagonista principale, Michele Coppola, anche assessore regionale alla Cultura. Accanto a Fassino, poi, Gian Arturo Ferrare, presidente del Centro del Libro e della Cultura e curatore della mostra ''L'Italia dei Libri'' e la madrina del Salone, l'editrice Daniela Di Sora, della casa editrice Voland. ''Questa e' l'unica occasione di mondanita' del Salone, una mondanita' comunque sobria'', ha detto il presidente della Fiera Rolando Picchioni. La Russia, paese ospite, ''rientra nell'anno celebrativo della lingua e letteratura russa in Italia – ha continuato Picchioni -. Abbiamo a Torino 100 editori russi, la delegazione piu' cospicua fino ad oggi. Vengono presentati 2500 libri e ci sono anche mostre fotografiche sui rapporti politico-culturali tra i due paesi''. Il direttore Ernesto Ferrero ha invece ricordato che la prima edizione del Salone del Libro di Torino, nel maggio 1988, al Teatro Regio ''fu aperta da un grande poeta russo appena laureato dal Nobel: Josif Brodskij, che esordi' dicendo che tenere una fiera del libro nella citta' in cui 100 anni prima Friedrich Nietzsche aveva perso la ragione, mi sembrava una curiosa circolarita' – ha aggiunto Ferrero – che e' una sorta di finestra aperta sull'infinito''. Il fenomeno del ''samizdat'', cioe' la messa al bando dei libri nel periodo sovietico, e' stato al centro della prolusione della Ulitskaja, cresciuta a Mosca, dove vive, da poco premiata in Francia con il Simone de Beauvoir, con il recente romanzo ''Daniel Stein, traduttore'' (Bompiani), storia vera di un ebreo polacco che riusci' a far scappare migliaia di persone. ''Gli anni della mia giovinezza e della mia formazione come persona e lettore – ha detto la scrittrice – coincisero con il samizdat. Posso con buona approssimazione elencare i libri fabbricati dai miei amici e contemporanei che costituirono le mie letture negli anni '60, '70 e '80.Erano libri dattiloscritti su carta finissima, perfino su carta da sigarette, riprodotti in microfilm e spesso rimpiccioliti, o addirittura ricopiati a mano''. Di samizdat ha parlato anche la madrina Di Sora: ''Tutta la mia vita e' girata intorno alla Russia. Uno dei primi impulsi ad aprire la casa editrice – ha detto – e' venuto proprio da alcuni samizdat. Questa mia designazione e' un riconoscimento anche all' editoria indipendente''. A chiudere la serata, dopo un filmato in diretta dalla navicella spaziale in orbita intorno alla Terra, con l' astronauta italiano, Paolo Nespoli, e' stata la Bis-Quit Orchestra, nata nel 2002 a San Pietroburgo.

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