WASHINGTON – Indietro tutta: una dieta con poco sale non solo avrebbe effetti minimi sulla prevenzione della ipertensione ma potrebbe complessivamente risultare nociva alla salute umana. E' questa la teoria emersa da un nuovo studio europeo pubblicato sulla rivista dei medici americani – 'JAmA" – che sta suscitando un putiferio nella comunita' scientifica: la ricerca dell'universita di Leuven in Belgio, condotta dal professore di medicina Jan Staessen, ha seguito per quasi 8 anni 3.681 cittadini europei di 40 anni di eta' in media che non soffrivano di ipertensione all'inizio dello studio. I ricercatori hanno misurato l'assunzione di sodio dei partecipanti dalle urine ed hanno concluso che i volontari che consumavano meno sale avevano probabilita' piu' alte di morte di quelli che ne usavano meno. Questi i dati: nel corso dell'indagine sono morte 50 persone nel gruppo con assunzione piu' bassa di sale (2,5 mg al di' di sodio), mentre si sono registrati 24 decessi nel gruppo con consumi medi (3.9 mg) e 10 nel gruppo con l'uso piu' elevato di sodio (6.0 mg al giorno). Quanto agli effetti sulla pressione arteriosa, chi mangiava piu' sale ha evidenziato un live aumento nella pressione diastolica (1,71 millimetri per ogni 2.5 grammi di sodio al giorno) ma nessun rischio supplementare di sviluppare ipertensione. Gli esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione della malattie di Atlanta hanno messo in guardia contro i risultati del nuovo studio, osservando che il campione analizzato e' troppo piccolo, che i partecipanti erano giovani e non soffrivano di ipertensione. Altri specialisti come Michael Alderman, dell'Einstein college of medicine e direttore dell' 'American Journal of Hypertension', hanno ricordato che altre indagini scientifiche hanno dato risultati contraddittori sugli effetti del sodio sulla salute e che il tema rimane cosi' aperto.