ROMA – In tutta l'Unione Europea a 27 ogni anno le cefalee costano 155 miliardi, la maggior parte dei quali derivano dalla perdita di produttivita' e assenze dal lavoro di chi ne e' colpito. Emicranie, cefalee tensive, da abuso da farmaci sono tra le forme piu' frequenti di questa patologia che colpisce almeno la meta' della popolazione. A dirlo e' Paolo Martelletti, presidente di Lifting the burden (organizzazione benefica), che ha presentato oggi al Parlamento europeo a Bruxelles l'Atlante delle cefalee, realizzato insieme all'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms). Il volume raccoglie i dati di 101 paesi, coprendo l'86% della popolazione mondiale, ed e' una somma di studi epidemiologici e finanziari, su cosa e' la cefalea, quanto costa e cosa si puo' fare per combatterla. Uno strumento pensato per formare e informare i medici. ''Nel mondo in un anno il 50,5% di persone soffre di cefalea – precisa – Di queste l'11,2% e' colpito da emicrania, il 50% da cefalea tensiva, il 3-4% da cefalea da abuso di farmaci e il resto da altre cefalee''. Una vera e propria malattia con un impatto sociale e finanziario molto pesante. ''Basti pensare che nell'Ue ogni momento – continua Martelletti – 1 milione di persone ha un attacco di emicrania, e in un anno si perdono 190 milioni di giornate di lavoro a causa sua''. Secondo i dati, il costo di un paziente con emicrania all'anno e' di 1177 euro (di cui il 93% sono costi indiretti), 300 quello con cefalea tensiva e 3.444 euro il paziente con cefalea da abuso di farmaci.