GENOVA – Irripetibili coretti velenosi. Cosi' sono stati accolti i giocatori della Sampdoria alla ripresa degli allenamenti al 'Gloriano Mugnaini' di Bogliasco. Parole dure, sbattute in faccia soprattutto a mister Cavasin e a Maccarone. Una gogna virtuale pesantissima, fatta di un vocabolario di oscenita' che svela l'amarezza e la delusione da una parte, l'incapacita' di rendersi conto di quanto e' successo dall'altra. Sfilano, i giocatori della Samp a testa bassa, coperti da insulti inverecondi, lungo la fascia destra del campo: c'e' chi si abbraccia, chi scuote la testa, chi cammina piano come se fosse dentro un incubo. Curci, con i guanti in mano, e' coperto da infamita'. Nessuno si volta, c'e' da sperare solo che la strada per arrivare al campo superiore, quello dove si svolgono gli allenamenti a porte chiuse, sia breve. Bogliasco, 10,30 del mattino: i tifosi aspettano commentando a voce alta la disfatta. Arriva Macheda e viene ignorato: solo due ragazzine vogliono la foto con lui. Ma quando arriva Cavasin, la sciarpa della Samp buttata sul sedile posteriore della Bmw, e' un coro irriferibile. Lui saluta tutti e entra nel centro sportivo. Arriva Maccarone, e sono ancora insulti, tanto che la Digos accompagnera' il giocatore all'interno del centro. Aspettano i tifosi, come avvoltoi. Aspettano di vedere quelli ''che abbiamo sostenuto per tutto un anno''. E' vero, la Samp perdeva contro il Palermo e loro li', a cantare l'inno bellissimo dei New Trolls. Ma oggi niente parole d'amore. E' la resa dei conti. Il 'redde rationem' che arriva, implacabile, a colpi di parolacce. ''E chi viene di voi a cancellarmi la B che mi hanno disegnato davanti alla porta di casa?''. Li aspettano. L'allenamento finisce e i giocatori tornano indietro. Ma quando qualcuno grida da dietro la rete ''e venite qui, conigli, a parlare con noi'' si avvicinano Pozzi e Palombo. A Palombo, uomo-anima di una Sampdoria bella, si rivolgono i tifosi: ''Non ce l'abbiamo con te e con Pozzi, voi avete dato tutto. Ma diglielo, Angelo, che a Roma giochino con la maglia bianca. Quei colori non devono essere sporcati''. A Pozzi e a Palombo i tifosi chiedono di restare e loro, all'unisono: ''abbiamo dato un segnale alla societa', adesso deve parlare lei''. Palla al centro, anzi, palla in possesso della societa' che deve decidere se tirare in porta e far rimanere i migliori giocatori di una squadra andata a fondo oppure, per motivi di bilancio, rinunciare. Lo dira' il cda, venerdi'. Palombo ha la virtu' di placare gli animi e lo fa, Pozzi altrettanto. Cosi' Ziegler, ma anche Dessena che si prende anche un applauso, e Guberti, il campioncino. Ma quando i tifosi rivedono Cavasin e Maccarone ricominciano un refrain bestiale. Come se la colpa di un anno da dimenticare fosse tutta loro.