Sanità Lazio: dure contestazioni per polverini a Subiaco

SUBIACO (ROMA) – Dure contestazioni per la presidente della Regione Lazio Renata Polverini e per l'assessore ai Trasporti Francesco Lollobrigida all'ospedale di Subiaco, una delle strutture interessate dal piano di rientro e dove la governatrice si e' recata questa sera per illustrare la sua proposta di riconversione. Ad accoglierla alcune decine di cittadini con cartelli e striscioni. Al suo ingresso nel nosocomio sono volati fischi e anche insulti. ''Hai voglia – ha affermato piu' tardi nel corso della conferenza stampa la presidente – che fuori mi gridano puttana: io non lo sono e vado avanti con la schiena dritta. Queste persone non sono qui per il bene dell'ospedale, sono qui per altro''. Polverini ha ricostruito tutte le motivazioni, economiche in primo luogo, che l'hanno portata a stilare il piano sanitario: ''la Sanita' e' piu' complessa di quattro striscioni''. Nel corso della conferenza stampa hanno preso la parola alcuni dei contestatori, che hanno fatto presente a Polverini come la distanza di Subiaco da altre strutture sanitarie renda un ridimensionamento dell'ospedale molto pericoloso. Polverini ha ricordato il piano di riconversione sottolineando come ''con la proposta del direttore generale che vi presentiamo oggi avrete un ospedale migliore di quello che avete oggi. Io non sono qui a fare campagna elettorale – ha proseguito – perche' altrimenti sarei venuta qui gia' con il decreto migliorativo gia' firmato. Invece sono qui da Commissario che sta lavorando, ho lasciato nel mio piano 200 posti letto proprio per eventuali correttivi, e non e' un caso che la scadenza per la riconversione di Subiaco sia stata fissata ad ottobre e non ad aprile''. Al termine della conferenza stampa pero' il resto dei manifestanti ha nuovamente e duramente contestato l'auto della governatrice, la quale, ha detto di molti, avrebbe risposto con un gesto di stizza della mano. Anche l'auto dell'assessore Lollobrigida e' stata presa d'assalto dai manifestanti che hanno cercato di fermarla dandole colpi e ostruendone la via con il corpo, in un coro di fischi.

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