ROMA – Dopo un danno alle arterie (tipica causa di infarto o ictus) in futuro si potrebbero ricreare nuovi vasi sanguigni dall'interno dell'organismo, stimolando la rigenerazione spontanea di questi vasi: infatti uno studio su topolini dimostra per la prima volta che, rilasciando una molecola in prossimita' di un tessuto i cui vasi sanguigni sono stati danneggiati o ostruiti, e' possibile far 'germogliare' nuovi vasi sanguigni funzionanti. Resa nota sulla rivista Nature Biotechnology, la scoperta e' di esperti della University of Western Ontario diretti da Geoffrey Pickering. E' la prima volta che un tentativo di ottenere l''angiogenesi terapeutica' (crescita mirata di nuovi vasi nell'organismo) da' questi risultati con formazione di vasi funzionanti. La molecola che da' il via alla formazione dei nuovi vasi e' il fattore di crescita dei fibroblasti, 'FGF9'. Dopo un danno cardiovascolare che compromette la corretta ossigenazione di un organo (per esempio alle arterie coronariche che ossigenano il cuore) si possono fare interventi, per esempio di bypass, per ripristinare il flusso di sangue. Ma questi non sono sempre indicati per tutti i pazienti. Negli ultimi anni molti gruppi di ricerca lavorano a trovare un metodo vincente di 'angiogenesi terapeutica', cioe' una terapia che induca la ricrescita di vasi sanguigni in sostituzione di quelli danneggiati. I tentativi fatti finora hanno dato risultati insoddisfacenti perche' i vasi che si formano di solito non sono ben funzionanti e soprattutto dopo un po' di tempo dalla loro formazione 'spariscono' come se si sfaldassero. Invece il gruppo canadese ha dimostrato che somministrando a topolini il fattore FGF9 si stimola la formazione di nuovi vasi con una parete resistente ed elastica, e quindi funzionanti e duraturi. .