AVETRANA (TARANTO) – Con la sentenza della Cassazione ''e' come se si fosse girata la palla: finalmente hanno visto che era tutto contro Sabrina e che le cose a favore di Sabrina erano state messe da parte. Sicuramente usciranno anche le cose a favore di Sabrina''. Lo afferma in un'intervista a 'Domenica Cinque' Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri, in carcere assieme alla figlia Sabrina per l'omicidio di Sarah Scazzi compiuto il 26 agosto scorso ad Avetrana. La Cassazione nei giorni scorsi ha annullato con un rinvio una delle ordinanze di carcerazione di Sabrina Misseri ed ha ordinato al tribunale del Riesame di Taranto di rivalutare tutto il materiale indiziario e di rispondere a tutte le obiezioni della difesa di Sabrina. Per Cosima Serrano, nella vicenda ci sono molti elementi a favore della figlia. ''Io – spiega – quel giorno quando sono arrivata a casa, se non fossi stata a casa avrei avuto anche io dei dubbi, non so, ma siccome io l'ho vista a letto (Sabrina, ndr), io ho sentito il messaggio (sms, ndr), io l'ho sentita quando e' uscita sbattere la porta. Possono dire quello che vogliono. I fatti sono questi''. Inoltre, sull'orario del delitto che la Cassazione afferma che non e' giustificato anticiparlo alle 14.00, come fanno i pm, e che gli sms mandati da Sabrina alle 14.24, 14.28 possono non essere un depistaggio, Cosima dice: ''E infatti non lo sono. Se non si sapeva se doveva andare o no al mare; se non arrivava il messaggio di Mariangela, quando ha ricevuto il messaggio da Mariangela ha cominciato a mandare il messaggio a Sarah, non prima. Penso che sui tabulati ci sara'''. Sarah – sottolinea Cosima – ''in casa non e' mai arrivata proprio perche' non ha suonato il campanello, di cio' ne sono sicura perche' e' vicino al letto, se l'avesse suonato l'avrei sentito''. Si sente sola?, le e' stato chiesto. ''Io – ha risposto – non soffro la solitudine, soffro per il motivo per il quale sono sola, quello si'. Sabrina non ha fatto niente e non e' giusto che stia dove sta, mentre Michele, se ha fatto quello che ha fatto, e' giusto che stia dove sta''.