ROMA 17 MAG Confermata dalla Cassazione la custodia – ROMA, 17 MAG – Confermata dalla Cassazione la custodia cautelare in carcere per Sabrina Misseri, la giovane accusata di aver ucciso la cuginetta Sarah Scazzi – per futili motivi di gelosia legati a un ragazzo – lo scorso 26 agosto ad Avetrana. Ma il 'verdetto' non è tutto negativo per l'indagata. La difesa parla infatti di "un successo, anche se non apre le porte del carcere". Spiega in proposito l'avvocato Nicola Marseglia che "i sumrepi giudici hanno indicato la necessità di riconsiderare i nuovi elementi a discarico di sabrina, come le lettere di suo padre Michele che la scagiona". Dopo una lunga camera di consiglio, durata dal primissimo pomeriggio fino alle nove di sera, la Prima sezione penale della Suprema Corte ha accolto, in parte, anche alcuni motivi di reclamo avanzati dalla difesa della ragazza, rappresentata dal professor Franco Coppi e da Marseglia. Si dovrà aspettare qualche tempo, forse meno di un mese, per sapere i motivi per i quali la Cassazione ha ordinato al tribunale del riesame di Taranto di rivedere il 'no' alla scarcerazione emesso con l'ordinanza dello scorso 18 gennaio 2011, quella nella quale si rafforzava la pista della premeditazione del delitto. Nulla da eccepire, invece, hanno avuto gli alti magistrati a proposito del provvedimento con il quale il riesame, il dodici novembre 2010, aveva convalidato la misura restrittiva della libertà personale per Sabrina. In questo caso hanno dichiarato "inammissibile" il reclamo, mentre nell'altro hanno pronunciato un annullamento con rinvio per nuovo esame da parte del tribunale del riesame di Taranto. La discussione si è svolta a porte chiuse e si è protratta a lungo, ben due ore. Netta la posizione della Procura della Suprema Corte: il pg Giuseppe Volpe aveva chiesto l'inammissibilità per entrambe i ricorsi ritenendo che, complessivamente, dalle indagini non siano emersi elementi in grado di scagionare l'indiziata dell'omicidio di Sarah. Secondo i difensori, invece, Sabrina "ha un alibi forte, fondato sui tabulati telefonici di Sarah che descrivono tutto il percorso compiuto dalla povera vittima dalla casa dei Misseri fino al garage", ha fatto presente Coppi. Il legale ha poi evidenziato "la completa inattendibilità di Michele Misseri, il padre che l'ha chiamata in correità e che ha fornito ben sette versioni diverse del delitto che si concludono sempre con l'affermazione della sua responsabilità ". L'altro difensore, il pugliese Marseglia, era uscito abbastanza deluso dalla discussione a porte chiuse e non aveva mostrato alcun ottimismo. "A breve ci aspettiamo la conclusione delle indagini – ha detto – e non escludiamo che nei confronti di Sabrina possa essere emessa un'altra ordinanza di custodia in quanto l'accusa originaria di concorso in omicidio non è, finora, mai stata cambiata in quella di omicidio". Questo dovrebbe essere "un passaggio dovuto se i giudici continueranno a credere alle dichiarazioni di Michele Misseri", ha spiegato. Quanto alle condizioni di Sabrina, Marseglia ha detto che la ragazza "in carcere, manifesta una depressione bipolare nella quale alterna momenti di serenità che si susseguono a quelli di depressione totale: è seguita da una psicoterapeuta e tenuta sotto controllo per evitare gesti di autolesionismo". "Sabrina da due mesi – ha aggiunto il legale – divide la cella con un'altra donna, mentre prima era stata da sola per quattro mesi. Non ha voluto incontrare il padre che, pure, tramite la madre Cosima, aveva chiesto di vederla. Sogna spesso Sarah". Sabrina e il padre Michele Misseri sono detenuti nel carcere di Taranto.
