Sciopero 6 maggio: 12 cortei in Veneto, 50 mila partecipanti

VENEZIA – La Cgil del Veneto grida al successo per la massiccia adesione allo sciopero generale di oggi che ha visto scendere nelle piazze della regione almeno 50mila persone. Sono stati 12 i cortei svoltisi nelle sette citta' capoluogo ed in altri importanti centri, come Chioggia, Mira, Portogruaro, Conegliano, Castelfranco. Accanto agli operai, ai lavoratori dei trasporti, del commercio, del mondo della cultura, sono scesi in manifestazione contro la politica economica del Governo anche insegnanti, studenti, amministratori pubblici. Tra le manifestazioni piu' imponenti quella di Padova, che ha visto sfilare per le vie del centro quasi 10mila persone, secondo fonti della Questura. Il corteo e' partito dalla stazione e si e' concluso in Piazza dei Signori. Presente anche un gruppo di giovani dei centri sociali, separati rispetto al corteo sindacale, ma tutto si e' svolto senza alcun incidente. ''Una partecipazione straordinaria all'insegna di una grande consapevolezza e voglia di protagonismo dei lavoratori'' l'ha definita il segretario della Cgil del Veneto, Emilio Viafora. Se metalmeccanici, tessili e chimici sono tra le categorie da sempre piu' presenti alle adunate sindacali, lo sciopero odierno della Cgil ha rappresentato invece una 'prima volta' per altri lavoratori: come i dipendenti dell'Ikea scesi in corteo a Padova, o quelli di Coin a Venezia, o i dipendenti della Mondadori di Verona dove, secondo la Cgil, al primo turno c'e' stata un'adesione di circa il 50% allo sciopero. C'e' stato anche lo spazio per lo spettacolo, come a Vicenza dove e' stata applaudito il gruppo di trampolieri apparsi in piazza Castello, sotto le finestre della Confindustria. ''Governo e Confindustria – ha detto Viafora – guardino a queste piazze''. Il leader veneto della Cgil ha invitato il Governo e l'organizzazione degli industriali al ripensamento di una linea ''che porta alla precarizzazione e agli accordi separati''. E sul ruolo del sindacato, ha concluso: ''occorre al piu' presto una legge sulla rappresentanza e democrazia nei luoghi di lavoro, cosi' come occorre superare la stagione degli accordi separati''. .

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