ROMA 19 MAG Ormai tra i 'Re – ROMA, 19 MAG – Ormai tra i 'Responsabili' e' scontro aperto. La decisione, annunciata ieri da Elio Belcastro, di lasciare 'la terza gamba del governo' per dar vita, insieme ad altri, a un nuovo partito del Sud con gruppi autonomi tra Camera e Senato, viene sconfessata dal presidente di 'Ir' Luciano Sardelli. E viene contestata dal sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti. Aprendo un caso soprattutto in 'Noi Sud'. ''Siamo nati per sostenere il governo e per dimostrare la nostra 'responsabilita' – osserva Sardelli – ora non e' il momento di pensare a scissioni o a rimpasti. Dobbiamo restare compatti. Decisioni come quella di dar vita a un partito del Sud vanno prese tutti insieme. Non possono essere scelte individuali prese da un momento all'altro senza informare nessuno''. Immediata la replica di Belcastro: ''Non e' vero che non ne abbiamo mai parlato. Quello di dar vita a un partito del Sud e' sempre stato il nostro vero progetto''. E siccome la fase ''di emergenza'' cominciata il 14 dicembre ''e' finita – ribatte – noi vogliamo tornare a far politica per il mezzogiorno''. ''La verita' – interviene Scotti – e' che Belcastro e Arturo Iannaccone sono soli in questa iniziativa'' e se Belcastro ci tiene davvero tanto ad andar via se ne andasse pure'', nessuno lo trattiene. Belcastro e Iannaccone, pero', non mollano. ''Ma dove se ne deve andare Belcastro? – insiste Iannaccone – lui e' il vice segretario nazionale del partito. Da dove se ne deve andare, da se stesso?''. Noi invece, avvertono i due, vogliamo discutere del nostro progetto con il resto di 'Noi Sud' e lo faremo, nell' ufficio politico che verra' convocato ''nei prossimi giorni''. I due negano di volere posti da sottosegretari e negano di aver preso questa decisione perche' 'trascurati' da Berlusconi nell'ultimo rimpasto di governo. Semplicemente, ribadisce Belcastro, vogliamo tornare a far politica, ad occuparci dei problemi del Sud. Sosterremo il governo, assicurano, dando vita alla sua 'quarta gamba'. Ci piace il progetto proposto da Gianfranco Micciche' e vogliamo farne parte anche insieme ad Adriana Poli Bortone e a ''molti altri''. Al momento, informa Iannaccone, ''siamo tra i 15 e i 16 deputati'' e a breve ''avremo i numeri per far gruppo almeno alla Camera. Anche Americo Porfidia, altro esponente di 'Noi Sud', prende le distanze: ''Credo sia necessario un incontro di partito per discutere questa iniziativa di cui sono venuto a sapere solo dai giornali – afferma – si convochi d'urgenza l'ufficio politico e si apra il confronto''. In attesa del chiarimento, i malumori all'interno del gruppo continuano. Nonostante Bossi avverta che sul progetto di 'IR' Berlusconi voglia andare avanti sebbene ci sia ancora ''da lavorarci''. Maria Grazia Siliquini non nasconde la sua irritazione per la mancata nomina ai vertici della Consap. Mentre Francesco Pionati continua a chiedere di entrare nel governo al posto dei ''vecchi rottami'', sempre di 'Ir', che sono stati presi nell'esecutivo. Poi, il deputato campano corregge il tiro. Smentisce di aver parlato di vecchi rottami e ostenta sicurezza sul fatto che presto entrera' nel governo, cosi' come gli avrebbe promesso il premier ''venerdi' prima della chiusura della campagna elettorale''. Ma il clima tra i 'Responsabili' e' piu' che mai infuocato. ''E' vero – ammette Sardelli – si sta consumando una rottura, ma proprio ora che Berlusconi e Bossi affermano che vogliono proseguire con il progetto dei 'Responsabili', non mi sembra il momento per mollare tutto. Tempo per fare un partito del sud ci sara'. Se Belcastro e Iannaccone se ne vogliono andare il gruppo resta. Quello dei numeri, per noi, non e' piu' un problema..''. Duri i commenti delle opposizioni: ''L'armata-Brancaleone di Scilipoti – osserva il finiano Aldo Di Biagio – si e' trasformata in un patetico scontro tra miserabili, dove l'ansia di poltrona e' ben piu' forte dell'umano pudore''.
