Roma – Divergenze di opinioni e conseguente scontro questa mattina in conferenza dei capigruppo alla Camera. Pdl e Pd sembrano non avere la stessa idea sulla natura delle mozioni per la Libia, che saranno discusse a partire dal 3 maggio. Per il presidente dei deputati di maggioranza, Fabrizio Cicchitto, il regolamento parla chiaro: "Si può presentare solo un testo che vada contro il deliberato" e quindi contro il testo votato dal Parlamento lo scorso 24 marzo. Non è della stessa opinione Dario Franceschini, che risponde immediatamente all'omologo di maggioranza sottolineando che la mozione è necessaria "dal punto di vista politico", in sostanza quello che vogliono verificare i democratici è se esiste una maggioranza in politica estera, senza rimescolare le carte sulla risoluzione 1973 dell'Onu che prevede l'impegno in Libia "con ogni mezzo" pur di evitare il massacro dei civili. Franceschini e Cicchitto si rifanno entrambi alle parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, interpretandole, ovviamente, in modo diverso. L'esponente del Pdl ricorda che il capo di Stato ha ribadito "che non c'è bisogno di un altro voto", mentre il democratico pur confermando che la mozione non è necessaria dal punto di vista formale serve "per fare chiarezza perché non si può andare avanti con il doppio gioco" di Lega e Pdl. L'unico ad avere le idee chiare è invece Gianfranco Fini. Il presidente della Camera, a quanto di apprende, durante la riunione di oggi ha sottolineato che sarà cura dell'Ufficio di Presidenza di verificare che le mozioni "non entrino in contrasto con il voto espresso dal Parlamento sulla risoluzione Onu, così come ha sottolineato il presidente della Repubblica" e immediatamente dopo ha dato il via libera a quella del Pd ammessa al voto dell'aula il 3 maggio. Idv e Terzo polo devono attendere, le loro sono ancora al vaglio del presidente della Camera.
