ROMA – Una 'cassetta d'attrezzi', con circa 300 utensili in pietra, risalente a 33.000 anni fa e scoperta in Russia potrebbe essere la testimonianza di uno degli ultimi rifugi degli uomini di Neanderthal e dimostrerebbe inoltre che questi uomini si sarebbero spinti molto piu' a nord di quanto ritenuto finora. La scoperta, pubblicata su Science, si deve a un gruppo di ricerca coordinato dal Centro nazionale ricerche scientifiche francese (Cnrs). Nonostante l'assenza di fossili umani nel sito, sottolineano i ricercatori, non fa esser certi in maniera assoluta che gli utensili siano stati costruiti realmente dagli uomini di Neanderthal, gli strumenti sonon simili alle tecnologie del Paleolitico Medio (compreso fra 300.000 e 35.000 anni fa) associate tipicamente a questi uomini primitivi estinti. Il sito archeologico dove e' stata fatta la scoperta si trova a Byzovaya, sulle colline pedemontane degli Urali polari, in tutto sono 313 gli attrezzi rinvenuti, fra cui molte punte in pietra realizzate a mano con la tecnica della scheggiatura, tipica del Paleolitico Medio. Fra essi sono stati scoperti anche resti di animali, come orsi, volpi, lupi e mammuth. Nel sito non vi sono, invece, lame ascritte al periodo Paleolitico superiore, iniziato circa 40.000 – 35.000 anni fa e terminato 10.000 anni fa. Secondo i ricercatori se gli attrezzi rinvenuti furono realizzati dagli uomini di Neanderthal, significa che questa specie si e' spinta almeno 1.000 chilometri piu' a nord di quanto ritenuto finora. Ma la scoperta, rilevano gli esperti, potrebbe anche significare che gli strumenti furono realizzati da gruppi di Homo sapiens significa che preservarono le culture del Paleolitico Medio a lungo anche dopo l'espansione delle societa' piu' moderne del Paleolitico superiore.
