Bruxelles (Belgio) – La Corte di giustizia europea è stata chiamata ad esprimersi sul caso di Hassen El Dridi, cittadino algerino entrato illegalmente in Italia. "Nei suoi confronti – spiega la sentenza della Corte – è stato emanato, nel 2004, un decreto di espulsione, sul cui fondamento è stato spiccato, nel 2010, un ordine di lasciare il territorio nazionale entro cinque giorni. Quest'ultimo provvedimento era motivato dalla mancanza di documenti di identificazione, dall'indisponibilità di un mezzo di trasporto nonché dall'impossibilità, per mancanza di posti, di ospitarlo in un centro di permanenza temporanea. Non essendosi conformato a tale ordine, il signor El Dridi è stato condannato dal tribunale di Trento ad un anno di reclusione". La Corte d'appello di Trento, in seguito al ricorso dell'uomo, si è rivolta alla Corte di giustizia europea per chiedere proprio "se la direttiva sul rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare (direttiva rimpatri) osti ad una normativa di uno Stato membro che preveda l'irrogazione della pena della reclusione al cittadino di un paese terzo il cui soggiorno sia irregolare per la sola ragione che questi, in violazione di un ordine di lasciare entro un determinato termine il territorio nazionale, permane in detto territorio senza giustificato motivo". La Corte ha accolto la domanda del giudice remittente di sottoporre il rinvio pregiudiziale al procedimento d'urgenza, in quanto El Dridi è in stato di detenzione.