Bruxelles (Belgio) – La Corte di giustizia europea, a conclusione della sentenza in cui boccia il reato di clandestinità spiega che: "il giudice del rinvio, incaricato di applicare le disposizioni del diritto dell'Unione e di assicurarne la piena efficacia, dovrà quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria al risultato della direttiva (segnatamente, la disposizione che prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni) e tenere conto del principio dell'applicazione retroattiva della pena più mite, il quale fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri". La sentenza potrebbe, quindi, avere effetti immediati sui processi in corso.