PALERMO 22 MAG Il Palermo si av – PALERMO, 22 MAG – Il Palermo si avvicina nel peggiore dei modi alla finale di Coppa Italia di domenica prossima, nello stadio Olimpico di Roma, contro l'Inter. Una sconfitta in casa contro il Chievo Verona – che ha vinto in rimonta, esaltando tutti i difetti della difesa dei rosanero – rappresenta infatti un viatico poco propizio per una squadra che oggi doveva eguagliare il record di vittorie della passata stagione (18) ed invece e' riuscita a stabilire un primato molto meno onorevole: quello dei gol subiti. Ben 63 volte la porta del Palermo e' stata perforata nelle 38 partite di campionato. Una vera e propria banda del buco, che fa letteralmente impazzire di rabbia Maurizio Zamparini. Anche oggi il presidente del Palermo, che ha scelto di vedere la partita come un normale tifoso e non di andare in giro per la citta' in taxi come fa abitualmente, avra' avuto da ridire sull'atteggiamento difensivo di una squadra che, se presa d'infilata, difficilmente riesce ad evitare il gol. E' vero che la testa era all'Olimpico di Roma, all'Inter, alla finale di Coppa Italia, che la voglia di 'mettere la gamba' era pari a zero, ma non si puo' negare che il Palermo – per la cifra tecnica complessiva di cui dispone – non puo' permettersi un fardello di reti cosi' pesante. Anzi, umiliante. Il pomeriggio avverso per i rosanero e' stato completato dall'infortunio di Acquah, l'unico che non avrebbe dovuto subire danni fisici in questa sfida, perche' destinato a sostituire il metronomo sloveno Bacinovic nella finale del trofeo di Lega. Acquah, invece, commettendo egli stesso un fallo inutile e devastante sull'ex rosanero Guana a centrocampo, ha rimediato una distorsione alla caviglia destra ed e' uscito dal campo in braccio ai sanitari, in lacrime. C'e' chi ha lasciato il campo, invece, a capo chino, imprecando contro Rossi e chissa' chi altri: Fabrizio Miccoli ha dovuto fare spazio a Pinilla e si e' messo da parte molto a malincuore, per almeno due motivi: o sa gia' che quella di oggi era la sua ultima partita al Barbera da capitano e leader del Palermo, o intravede all'orizzonte un futuro di spezzoni di partite. Insomma, poco allegro per uno come lui che giocherebbe anche con una gamba, magari tranne contro il 'suo' Lecce, la squadra per la quale ha sempre fatto il tifo e nelle cui file potrebbe esibirsi nella prossima stagione. Quella odierna, salvo clamorose sorprese, era l'ultima di Delio Rossi sulla panchina del Barbera da allenatore del Palermo, ma il Chievo gli ha rovinato la 'festa' d'addio. O forse, anche per lui, l'attesa per l'ultimo atto della Coppa Italia si e' fatta sentire. Nessun saluto, nessun gesto di ringraziamento. Niente di niente, insomma. Tutto e' rimandato all'Olimpico, domenica prossima. O alle prossime puntate della telenovela con Zamparini, che, giorno dopo giorno, riserva sorprese sempre piu' clamorose. Per il resto, la partita e' stata abbastanza divertente, condita da quattro gol e da numerosi episodi. Ha vinto la squadra piu' concreta e concentrata ed un elogio va a Pioli, che e' riuscito a tenere sulla corda il 'suo' Chievo fino alla fine. Cioe', anche dopo avere conquistato lo 'scudetto dei poveri', leggasi salvezza. .