«Il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri». Questa la pesante accusa di Maria Teresa Fernandez de la Vega, numero due del governo di Madrid guidato da Zapatero. Frasi pronunciate al termine della riunione settimanale del consiglio dei ministri iberico da de la Vega riportate da molti media spagnoli come El Mundo, e con cui la vice del premier Zapatero ha commentato gli arresti di massa in Italia – in soli sette giorni oltre 400 clandestini finiti in carcere – nel nostro Paese.
A smorzare i toni ci pensa la Farnesina, specificando che da parte della Spagna «non c’è nessun elemento critico» verso il pacchetto di misure che il Governo italiano si appresta a varare sull’immigrazione. È quanto specificano fonti della Farnesina oggi a Lima riferendo che c’è stato «un chiarimento» tra Italia e Spagna sulle dichiarazioni del vicepremier spagnolo Maria Teresa Fernandez de la Vega. L’esecutivo progressista di Zapatero, che ha di recente inasprito la normativa sull’immigrazione, è stato diverse volte tirato in ballo da esponenti del centrodestra come pietra di paragone per l’avvio anche nella penisola di una politica più che severa sui flussi migratori.
«Dalla Spagna giunge un’inaccettabile ingerenza sull’immigrazione. Ma anche le sparate di Bossi e La Russa non aiutano». A dirlo è Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera. «Le misure sull’immigrazione clandestina ci stanno rendendo la vergogna d’Europa – è invece il duro commento di Manuela Palermi, esponente del Pdci, all’attacco spagnolo della vice di Zapatero – . Il governo spagnolo prende le distanze e ci accusa di violenza, razzismo e xenofobia. Ed ha ragione». Al contrario, per il portavoce del Pri Riccardo Bruno il fatto che «la Spagna di Zapatero possa dare lezioni all’Italia sull’integrazione appare perlomeno paradossale. Noi – sostiene l’esponente dell’Edera – non abbiamo la Guardia Civil che spara contro gli immigrati come accadde nel 2005 a Ceuta. Farebbero meglio ad occuparsi di come sconfiggere l’ETA».
Un alt al governo italiano arriva intanto dalla Commissione europea: da Bruxelles fanno sapere di non prevedere al momento alcuna modifica sull’accordo di Schengen che ha abolito le frontiere interne in Europa. Lo ha precisato il portavoce della Commissione Pietro Petrucci, a proposito delle dichiarazioni rilasciate da Franco Frattini. Il ministro degli Esteri ha accennato infatti a uno "Schengen 2" da approvare entro il 2009. «La Commissione non ha intenzione in questo momento di prendere alcuna iniziativa nè proporre nessuno studio relativo all’accordo di Schengen», ha chiarito Petrucci, «nè a quelle parti dell’accordo di Schengen che regolano l’abolizione dei controlli nelle frontiere interne o la reintroduzione temporanea di questi controlli». Forse, ha ipotizzato il portavoce, le parole di Frattini sono state equivocate perché nelle interviste rilasciate dal capo della diplomazia italiana si parla dei visti biometrici che saranno adottati entro la fine del 2009 e la piena attuazione del sistema di informazione di Schengen di seconda generazione«, che non è una modifica dell’accordo in vigore.
