Sigilli ad 'Anema e Core', Lembo: trattati come cannibali

NAPOLI – ''Hanno fatto un blitz con agenti in divisa e in borghese all'una di notte come se fossimo dei camorristi intimando ai clienti di uscire dal locale. Mi sono messo davanti a loro e ho preteso che lo sgombero non avvenisse. Alle 4 le persone presenti nella taverna sono andate via e loro hanno messo i sigilli al locale''. Guido Lembo, patron di 'Anema e Core', celeberrima capitale della mondanita' caprese, e' in lacrime mentre racconta all'ANSA quanto accaduto questa notte. ''No, non dovevano fare questo a un locale che e' simbolo della musica e della pulizia. Sono arrivati in forze – dice singhiozzando – come se qui si spacciasse droga. E invece tutto questo clamore e questo spiegamento di forze per problemi amministrativi legati alla normativa sulla sicurezza ai quali stavamo gia' adempiendo. E' incredibile, sono allibito. Non ho retto all'emozione. Sono svenuto, adesso sto ancora male''. Lembo spiega che questo ''e' un colpo durissimo. Ho combattuto con un cancro ma mai mi sarei aspettato di essere trattato come un criminale. Mi chiedo: ma con tutti i camorristi che ci sono in giro, con tutta la droga che circola, devono impegnarsi in modo cosi' plateale per una vicenda di carte, legata ad adempimenti burocratici?''. Alla base dell'operazione ci sarebbe ''una denuncia anonima. C'e' qualcuno che mi vuole male. Qui a Capri ci sono non capresi che possono vedere con fastidio il successo di 'Anema e Core''' Lembo annuncia che non si fermera'. Stasera suonera' in Piazzetta e spiega che sta mettendo a punto una lettera da inviare al Presidente della Repubblica.

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