TEHERAN – L'ambasciatore iraniano in Siria, Seyyed Ahmad Mussavi, ha ammesso che le proteste della popolazione in quel Paese sono state provocate dalla ''poverta' e dalla corruzione tra alcuni personaggi politici e del governo'', ma ha negato che il regime del presidente Bashar al Assad stia attraversando ''una crisi di popolarita'''. L'Iran, principale alleato della Siria in funzione anti-israeliana, ha sostenuto fino ad ora le sollevazioni popolari in diversi Paesi arabi, ma ha mantenuto un imbarazzato silenzio sulla repressione attuata dal regime di Damasco. L'ambasciatore iraniano, citato dalla televisione di Stato di Teheran, accusa gli Stati Uniti e Israele di avere provocato le violenze in Siria nel tentativo di fare ''pressioni'' per convincere Assad a prendere le distanze dall'Iran. ''Ma i nemici sono ben consapevoli – aggiunge il diplomatico – che Assad gode di grande popolarita' tra il popolo siriano e non puo' essere rovesciato facilmente''. L'ambasciatore Mussavi ammette tuttavia che ''la poverta' e la corruzione tra alcuni personaggi politici e del governo hanno suscitato le proteste contro il governo siriano, motivo per cui e' inevitabile che Damasco adotti misure serie per le riforme''.