BEIRUT 27 APR Almeno 230 membri del Baath il partito al potere in Siria hanno ogg – BEIRUT, 27 APR – Almeno 230 membri del Baath, il partito al potere in Siria, hanno oggi annunciato di volere lasciare il partito per la portata della repressione scatenata dal regime contro le crescenti contestazioni popolari di cui e' oggetto. Duecento esponenti del partito della provincia di Darraa, uno degli epicentri delle proteste, hanno firmato un documento comune in cui annunciano la loro intenzione di andarsene. "Dopo l'uccisione di centinaia di persone e il ferimento di migliaia di altre da parte delle forze di sicurezza, presentiamo le nostre dimissioni collettive", si legge nel testo. Altri 30 membri del Baath, che e' al potere da 40 anni, si sono dimessi in massa dopo avere sottoscritto un comunicato in cui si stigmatizzano ''le pratiche dei servizi di sicurezza nei confronti di cittadini inermi a Banias (Nord-Ovest) e nei villaggi vicini, in particolar a Baida'' che ''sono contrarie a tutti i valori umani e agli slogan del partito''. Mentre emergono profonde crepe al suo interno, il regime di Damasco sembra aver dato oggi un nuovo giro di vite alla dura repressione delle manifestazioni per la democrazia; mentre aumenta la pressione internazionale affinche' il presidente Bashar al Assad ponga fine alla violenza; e mentre un'organizzazione per la difesa dei diritti umani pone ad oltre 450 il numero dei morti dall'inizio della rivolta. In uno dei tanti video pubblicati anche oggi su YouTube si puo' vedere una lunga colonna di carri armati e di pullman bianchi carichi di soldati. Sono arrivati stamane alle porte di Damasco, si afferma nell'audio; mentre altri testimoni, sempre via web, dicono di aver contato almeno 30 carri armati sul raccordo anulare della capitale. Altri blindati sono stati dispiegati a Duma, dove i militari hanno istituito nuovi posti di blocco e controllano i documenti di identita' a chiunque. La citta' di Daraa rimane di fatto sotto assedio. Da quando lunedi' scorso e' stata al centro di una massiccia operazione militare delle forze di sicurezza, in cui decine di manifestanti hanno perso la vita, e' senza elettricita', acqua corrente e telecomunicazioni, secondo varie fonti locali. Le scorte alimentari, affermano altre fonti citate dall'emittente Tv al Arabiya, cominciano a scarseggiare, mentre bande di shabbiha si danno ai saccheggi di negozi e abitazioni. Le fonti del regime hanno dal canto loro invece annunciato l'arresto di due diverse ''cellule terroriste estremiste'', nel Sud del Paese e nella regione costiera a Nord-Ovest di Damasco, mentre la Tv di Stato ha trasmesso le immagini della ''confessione'' di un certo Mustafa Ayyash, presunto capo della cellula di Daraa. L'agenzia ufficiale Sana ha pubblicato le foto di armi e munizioni sequestrate durante l'arresto dei presunti terroristi, e dei funerali di sei membri delle forze di sicurezza, ''sei martiri'', si afferma nel testo, uccisi da ''gruppi di criminali armati''. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, intanto, ha deciso di organizzare una seduta a porte aperte sulla situazione sempre più tesa nel paese mediorientale dopo che l'approvazione di una dichiarazione di condanna, proposta da Gb, Francia, Germania e Portogallo, è stata bocciata da Russia e Cina. Aleksander Pankin, il vice ambasciatore di Mosca, ha detto che la crisi siriana non rappresenta una minaccia per la stabilita' internazionale,ammonendo che ''qualsiasi ingerenza esterna potrebbe portare alla guerra civile''.