ROMA – ''L'Occidente sbaglia a pensare che il governo garantisca la laicita', cosi' condanna il paese a un secolo di repressione. Il criterio non deve essere la laicita' dichiarata o meno di un regime, ma il rispetto delle liberta' pubbliche''. Per Abdel-Halim Khaddam, vicepresidente di Assad in esilio, ''gli occidentali cercano di accontentare la Siria con la speranza di spezzare la sua alleanza con Teheran, ma ora devono constatare che e' la Siria ad essere diventata una carta in mano all'Iran''. Intervistato dall'Avvenire, Khaddam spiega che ''tutte le misure internazionali atte a riportare la democrazia in Siria dopo 40 anni di repressione sono benvenute. Ma per essere efficaci devono quantomeno scuotere il regime''. Damasco, precisa, ''deve capire che si fa sul serio e che le pressioni esercitate possono avere seri effetti sulla compattezza del regime''. La richiesta, prosegue, e' ''aumentarne l'isolamento fino a paralizzarlo'', grazie a sanzioni come ''congelare i capitali accumulati all'estero dalla nomenklatura siriana, imporre restrizioni ai movimenti dei responsabili, bloccare gli aiuti internazionali alla Siria e ritirare gli ambasciatori da Damasco''. Tra le tre forze principali di opposizione, ''i Fratelli musulmani siriani non sono chiusi al dialogo, dicono persino di ambire a uno Stato democratico senza discriminazioni basate sull'appartenenza etnica o religiosa'', afferma Khaddam. ''Lasciamo che le future elezioni libere decidano il peso di ogni corrente, senza escluderne nessuna''.
