BEIRUT – E' di 17 persone, ''tra cui civili, agenti di polizia e membri delle forze di sicurezza'', il bilancio delle vittime della giornata di proteste di ieri in Siria, secondo il bilancio fornito oggi dall'agenzia ufficiale Sana. Si tratta di ''martiri'' uccisi da ''gruppi armati che hanno sfruttato l'assembramento di cittadini a Idleb e alla periferia di Homs dove hanno aperto il fuoco. Gruppi armati – continua l'agenzia – hanno attaccato anche i dipartimenti di polizia ad Ariha e a Deir Ezzor, per liberare i criminali detenuti''. Secondo fonti della dissidenza, il bilancio delle vittime della repressione delle manifestazioni di ieri e' invece di almeno 44 uccisi. Una fonte del ministero degli interni ha diffuso un comunicato per affermare che ''dopo le preghiere del venerdi', sabotatori armati hanno sfruttato alcuni sporadici assembramenti di contestatori e l'impegno della polizia a non aprire il fuoco per risparmiare vite, e hanno aperto il fuoco contro agenti di polizia e vandalizzato e dato alle fiamme proprieta' pubbliche e private e diverse stazioni di polizia in zone diverse''. Ieri, quando secondo fonti della dissidenza il numero delle vittime aveva gia' superato quota 20, la tv di Stato siriana ha smentito l'uccisione di manifestanti da parte delle forze di sicurezza e ha negato che durante i cortei siano avvenuti scontri con la polizia.
