Siria. Il cugino di Assad al Nyt: "Combatteremo fino alla fine"

NEW YORK – Il presidente siriano Bashar al-Assad ed il suo entourage sono pronti a battersi fino all'ultimo contro i rivoltosi, affrontando anche il rischio di un conflitto in Medio Oriente. Ne e' convinto il tycoon siriano Rami Makhlouf, cugino di Assad e vicino al potere, che lo ha detto in una lunga intervista al New York Times. Secondo Makhlouf, che il quotidiano americano definisce il piu' potente businessman in Siria, il presidente ed il suo entourage percepiscono le rivolte come una guerra civile in pectore e non come una volonta' legittima di cambiamento. ''Se non c'e' stabilita' qui – spiega il miliardario – non ci sara' stabilita' in Israele, impossibile. E nessuno puo' garantire quello che succedera' in seguito, se qualcosa succede a questo regime''. Makhlouf poi precisa: ''Non ho detto guerra, quello che sto dicendo e' di non lasciarci soffrire, di non spingere la Siria a fare qualcosa che non vuole fare''. Makhlouf e' legato al cugino di Bashar al Assad fin dall'infanzia, e' fratello del capo dell'intelligence di Damasco ed e' anche proprietario della piu' grande compagnia telefonica siriana, la SyriaTel. Il miliardario e' stato inoltre oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti nel 2008 perche' accusato di manipolare il sistema giudiziario e di utilizzare l'intelligence per intimidire la concorrenza, ricorda il New York Times.

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