ROMA – ''La caduta di Bashar Assad potrebbe far riemergere le questioni irrisolte, etniche e religiose, che risalgono alla fine dell'Impero Ottomano''. A parlare di ''rischio di caos in Siria» e' Robert Kaplan, esperto di strategia del Center for a New American Security di Washington, secondo cui ''il regime per 40 anni ha imposto un nazionalismo che ora potrebbe dissolversi''. Intervistato dalla Stampa, Kaplan spiega che la Siria ha ''un'identita' nazionale molto debole'', perche' ''nata all'indomani della fine dell'Impero Ottomano mettendo assieme un mosaico etnico che include i sunniti della regione di Damasco, Homs e Hama, gli eretici alawiti vicini agli sciiti delle montagne del Nord-Ovest, i drusi nelle regioni del Sud e le minoranze curde, cristiane, armene e circasse. Sono queste identita' – avverte – che potrebbero tornare a emergere, gettando la Siria in un caos etnico e religioso dalle conseguenze imprevedibili''. Per Kaplan la repressione e' ''inaccettabile'', ma il rischio che si corre e' peggiore della frammentazione etnica in Iraq, perche' ''l'instabilita' irachena ha trovato nei Paesi confinanti una cornice di contenimento'', mentre ''nel caso siriano questo argine non esiste. I Paesi vicini rischiano piuttosto di essere contagiati, basti pensare al Libano''.