REUTERS) AMMAN 17 -REUTERS) – AMMAN, 17 APR – Migliaia di siriani sono scesi in piazza per protestare contro il regime di Bashar al Assad anche oggi, il giorno dopo la promessa del presidente della Siria di abolire entro una settimana la legge di emergenza in vigore dal 1963. Ad Aleppo, seconda citta' del paese a circa 300 km a nord ovest di Damasco, centinaia di persone hanno marciato per le strade chiedendo "liberta'"; a Daraa, citta' meridionale ed epicentro della protesta sin dalla prima ora, migliaia di manifestanti si sono radunati in piazza gridando slogan contro il regime. Ad Hirak, 33 km da Daraa, durante il funerale di un soldato ucciso nelle proteste delle ultime settimane i partecipanti hanno intonato canti contro Assad che, secondo testimoni, erano ancora piu' violenti del solito. Proteste anche a Sweida, cuore dell'etnia drusa nel sud della Siria, e in un villaggio nei dintorni, dove sono rimaste ferite sei persone. Secondo il racconto degli attivisti, altre 1.500 persone si sono radunate a Banias, nel nord ovest. Oggi inoltre, secondo quanto riportato dall'agenzia ufficiale Sana, una "grande quantita" di armi – inclusi fucili automatici, fucili di precisione e pistole – sono state sequestrate a Tanaf, al confine con l'Iraq. Tutte le manifestazioni si sono svolte nel giorno in cui in Siria si celebrava il 65.o anniversario dell'indipendenza. E il giorno dopo l'annuncio, da parte del presidente Assad, che la legge di emergenza in vigore dal 1963 sara' "abolita entro una settimana al massimo". Nel suo primo discorso al nuovo governo, trasmesso in diretta tv, il presidente ha anche promesso che le "riforme risponderanno alle richieste dei manifestanti". (ANSA-REUTERS).