ROMA – Da strumento di doping sportivo a speranza terapeutica per le persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica, che per una strana ironia sembra colpire in maniera particolare proprio gli sportivi. E' questa la parabola compiuta in pochi anni dall'eritropoietina, che da qualche anno viene studiata per un possibile impiego su pazienti affetti da Sla. Dopo che uno studio pilota su un numero limitato di persone ne ha dimostrato la tollerabilità parte in tutta Italia un grande studio clinico di terza fase, che coinvolgera' 160 persone. "Partecipano allo studio ben 27 centri neurologici distribuiti su tutta la penisola – spiega Giuseppe Lauria della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico 'Carlo Besta' di Milano, che guida questa ricerca e ne sostiene interamente i costi attraverso i fondi del 5X1000 – ed al di là di quelli che saranno gli esiti della sperimentazione, che nessuno può prevedere, già questo è un risultato di grande valore soprattutto se consideriamo che questa ricerca viene condotta in modo assolutamente indipendente". Il costo dell'intero studio, spiega l'esperto, e' stato calcolato in circa 800mila euro, e l'elenco degli istituti che vi prendono parte e' disponibile sul sito dell'Osservatorio Malattie Rare. Meta' dei partecipanti ricevera' per un anno e mezzo il solo Riluzolo, il farmaco attualmente in uso per la malattia, mentre gli altri il riluzono in aggiunta all'Epo: "Mi preme dire che non si può e non si deve assolutamente parlare di 'cura' per la SLA – sottolinea Lauria – nessuno può dire ora che esiti darà la sperimentazione. La speranza è quella di trovare una terapia farmacologica in grado, in associazione all'uso del Riluzolo, di rallentarne la progressione".
