Soluzione Obama per il Medio Oriente: Stato palestinese entro i confini del '67

NEW YORK – Uno Stato palestinese inserito all'interno dei confini del 1967, rinunciando in cambio al diritto al ritorno in Israele. Gerusalemme capitale di tutti e due gli Stati, e garanzie per la sicurezza dello Stato ebraico. E' questa, secondo il New York Times, una delle ipotesi alla quale sta lavorando la Casa Bianca, che potrebbe presentare nelle prossime settimane un nuovo piano per la pace in Medio Oriente. Ma, secondo il quotidiano, nessuna decisione e' stata ancora presa dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama e c'e' anche l'ipotesi che il piano non veda mai la luce. Il Nyt scrive oggi con ampio rilievo che l'invito rivolto dallo speaker repubblicano della Camera dei Rappresentanti John Boehner al premier israeliano Benyamin Netanyahu a prendere la parola il mese prossimo al Congresso, ha messo in evidenza le tensioni tra Obama e il premier, lanciando una bizzarra corsa alla messa a punto di un nuovo piano. Sono circa tre mesi che Obama si sta interrogando se rendere pubblica una nuova iniziativa, anche alla luce dei grandi cambiamenti in corso nel mondo arabo. Il segretario di Stato Hillary Clinton sarebbe favorevole, mentre Dennis Ross, consigliere sul Medio Oriente, sarebbe contrario. Netanyahu, dal canto suo, starebbe pensando se anticipare tutti lanciando una sua proposta proprio di fronte al Congresso, come alcuni suoi collaboratori gli hanno suggerito. Molti esperti pensano pero' che non succedera', dato che difficilmente il premier puo' rinunciare ad informare per primo la Knesset, il parlamento israeliano, di una iniziativa cosi' importante. Il piano allo studio di Obama e' in quattro punti o termini di riferimento, secondo il Ny Times, ed e' costruito attorno ad argomenti legati agli statuti finali. ''I termini di riferimento – scrive il quotidiano – potrebbero chiedere ad Israele di accettare uno Stato palestinese basato sulle frontiere del 1967. Da parte loro i palestinesi dovrebbero accettare che non otterranno il diritto al ritorno in terra di Israele, che hanno lasciato o che sono stati forzati a lasciare. Gerusalemme sarebbe la capitale di ambedue gli Stati, e la sicurezza israeliana dovrebbe essere garantita''.

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