Spataro: 'Berlusconi è un disco rotto, crede che attaccare i pm porti voti'

ROMA – Armando Spataro, ospite dell'Infedele in onda questa sera su LA7, ha risposto a Gad Lerner che gli chiedeva un commento sugli ultimi attacchi alla magistratura: ''Ci troviamo di fronte a un disco rotto che sentiamo da tempo, si teorizza che chi ha vinto le elezioni ed è legittimato a governare non può essere messo sotto processo da chi ha vinto un semplice concorso, un funzionario pubblico, dimenticando che la costituzione sceglie quel metodo di accesso alla magistratura per segnarne l'indipendenza dal potere politico''. Poi, ha continuato: ''Gli insulti di oggi sono come una foto col teleobiettivo, perchè negli anni, nei mesi, nei giorni passati l'accusa non è stata rivolta solo verso la procura milanese. Tralasciamo l'elencazione triste degli anni passati, rimaniamo alle ultime settimane: si è parlato di brigatismo giudiziario, senza differenzazione territoriale, e qualcuno automaticamente ne ha tirato fuori quel manifesto volgare (''Via le Br dalla Procure..ndr): molti hanno preso posizione contro quel manifesto ma non contro contro l'espressione di 'brigatismo giudiziario' pronunciata dal capo del governo''. E ancora:''Si è parlato di noi magistrati come metastasi e cancro della democrazia, con tanta leggerezza oggi, nel giorno in cui il presidente della repubblica chiama il paese a raccolta ad onorare il sacrificio della magistratura. Poi il teleobbiettivo si stringe: 'ma noi parlavamo della procura milanese'. Ecco, qui il problema non è l'insulto in sè rivolto ai singoli magistrati, io personalmente mi preoccuperei di ricevere lodi da simili personaggi. Non è l'insulto al singolo magistrato, è l'attacco alla credibilità della magistratura che è funzione della sua efficacia''. Viene poi chiesto a Spataro un commento sull' accanimento verso Ilda Bocassini:''La collega Bocassini è stata protagonista di indagini ai tempi di mani pulite, anche con processi a persone molto vicine al presidente del consiglio, oggi è colei che con altri colleghi ha portato avanti un' altra delicatissima indagine che ha richiamato i riflettori del mondo sul tipo di accuse rivolte al presidente del consiglio. Nel frattempo ha fatto molto altro e ci sono molti magistrati che hanno fatto tanto altro di cui ci si dimentica facilmente (il giudice si riferisce al lavoro svolto a Palermo ndr) per investirli con insulti. Ecco che salta il principio del rispetto tra poteri, ci troviamo di fronte all'incredibile, un presidente del consiglio che accusa i rappresentanti di un altro potere convinto che paghi sul piano elettorale''.

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