ROMA – Potrebbero cominciare domani mattina i primi test per diminuire gradualmente, se le condizioni lo permetteranno, il cosiddetto coma farmacologico a cui e' stato sottoposto il giornalista Lamberto Sposini dopo l'intervento neurochirurgico di venerdi' per una emorragia cerebrale. Oggi dal Gemelli di Roma, lo staff medico che lo ha in cura, coordinato dai professori Giulio Maira e Rodolfo Proietti ha fatto sapere che le condizioni di Sposini rimangono stabili e che rimarra' sedato fino a domani. Il fatto che un malato con una emorragia cerebrale abbia risposto ieri agli stimoli dolorosi, hanno spiegato gli esperti, significa che si apre una minima speranza per una possibilita' di recupero; ma perche' questa speranza possa concretizzarsi occorre aspettare ancora 24-48 ore per comprendere meglio le possibilita' che i medici hanno per ulteriori cure. Domani l'equipe medica valutera' come sta procedendo il decorso clinico di Sposini e in base agli elementi di questi giorni e di questa notte decidera' se procedere o meno a diminuire il coma farmacologico e cioe' la sedazione profonda a cui e' sottoposto per preservare il cervello nelle migliori condizioni di ossigenazione. In pratica in queste condizioni il cervello viene messo a riposo. Il tentativo di risveglio dal coma farmacologico indotto dopo un intervento neurochirurgico puo' pero' durare ore o anche giorni. ''Si tratta di un vero e proprio svezzamento da macchine di assistenza respiratoria e da farmaci analgesici e sedativi e ipnotici – afferma Consalvo Mattia, professore di anestesia all'Universita' di Roma La Sapienza – un processo lento e graduale che prevede tappe progressive che sono reversibili. In pratica si puo' cioe' ritornare in ogni momento alla stadio precedente qualora il malato mostri segni negativi di non autosufficienza. Ma una cosa e' lo svezzamento dai farmaci – precisa Mattia – e un'altra il ritorno allo stato di coscienza che dipende non solo dai medicinali ma dalla situazione neurologica di base''. E per valutare eventuali danni si dovra' attendere anche giorni. In casi del genere, sottolineano gli esperti, ci vuole prudenza e attento controllo e non non c'e' nulla di automatico ne' e' possibile fare previsioni. Un bollettino medico dovrebbe essere emesso in tarda mattinata.
