«Perdonarli? Mai». Anche la famiglia Frigerio prende le distanze dalle recenti dichiarazioni di Carlo Castagna che si è detto pronto a incontrare i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi a patto che mostrino concreti segnali di pentimento. Per la famiglia Frigerio l’unica cosa importante è il processo d’Appello dal quale, spiegano «ci aspettiamo la conferma dell’ergastolo nei loro confronti».
Ad intervenire a nome dell’intera famiglia dell’unico superstite della strage di Erba Mario Frigerio è la figlia Elena per tramite dell’avvocato Manuel Gabrielli. Lo fa con discrezione sottolineando che «comprendiamo e rispettiamo le scelte del Sig. Castagna al quale siamo sempre stati vicini e sempre lo saremo dopo quanto accaduto, ma per noi è impossibile pensare al perdono».
Nella strage, avvenuta la sera di lunedì 11 dicembre 2006 persero la vita la moglie di castagna, Paola, la figlia Raffaella, e il nipotino Youssuf di due anni e tre mesi, tutti sgozzati e massacrati a sprangate così come pure Valeria Cherubini, moglie di Frigerio che si salvò per miracolo. La sua giugulare infatti è spostata sul lato opposto da quello normale; inoltre, la Cherubini si sarebbe salvata grazie al tempestivo intervento di due vicini, uno dei quali volontario dei pompieri.
Era intervenuto anche l’avvocato Roberto Tropenscovino a nome di Azouz Marzouk, vedovo di Raffaella nei giorni scorsi: l’avvocato aveva detto che «il mio assistito è assolutamente contrario al perdono e io condivido senza remore la sua scelta». Lo stesso legale ha anche spiegato che Azouz intenderebbe ora «aprire una pizzeria a Zaghuan, il suo paese d’origine in Tunisia, insieme ai genitori mentre la moglie lecchese, sposata pochi mesi fa è appena tornata in Italia».
